Che gioia vivere!
Se ne è andato Aroldo Tieri. A 89 anni, dopo una vita trascorsa a recitare per noi. Burbero e dalla battuta pronta, gran signore dello spettacolo.
Se ne è andato Aroldo Tieri. A 89 anni, dopo una vita trascorsa a recitare per noi. Burbero e dalla battuta pronta, gran signore dello spettacolo.
(Sono uno scrittore che talvolta scrive versi, ma solo per pigrizia. FK)
LOVEHOUDINI
1. le tue mutandine nere
traforate
escono come il coniglio
dal cilindro di una borsa
di pelle;
Pietro Cavallero, il bandito della Barriera di Torino, il compagno, quella specie di Pancho Villa motorizzato che tentava la rivoluzione con la pistola spianata davanti alle banche e agli uffici.
Da ieri ha 90 anni. Non li dimostra per niente. Sì, ha detto che attende la fine, che ha perso il gusto. Forse scherzava; per allontanarla ancora e ancora, la Baldracca.
di Franz Krauspenhaar
(Da un fortunato “format” di Gianni Biondillo)
Sono pieno di rabbia come un cane: pape satan pape satan alane.
Il mondo è immondo: mai mondato di vizio, l’unico sfizio è il mio telecomando.
Per calmare i miei nervi il professore - m’ha dato il cadaverilene malmostato; ne ho preso assai, fino all’ esaurimento: ora, di male in peggio di così si muore.
Vogliono seppellire da ateo Welby: per questo fatto m’incazzo come Humphrey.
1. ripubblicazione, uh
di un
breve romanzo
del nobel
per la letteratura - nel 1909
selma lagerlof,
storia di intenso impatto
che è una ripresa del
canto di natale di dickens
sul solco
del mito bretone
del carrettiere della morte
ambientato (però)
nel sottoproletariato, e teso
tra forte realismo dell’ambientazione
e la fantastica presenza
del carretto
e del suo cocchiere.
di Franz Krauspenhaar
Ascolto per l’ennesima volta, di Erik Satie, le tre Gymnopédies del 1888, delle quali la prima viene appiccicata spesso a facile corredo d’immagini televisive documentarie, come si fa – quando si parla di guerra, olocausti e stragi – con l’Adagio for strings di Samuel Barber.
di Franz Krauspenhaar
(con l’innesto di Cancellare le tracce di Thomas Brasch - trad.dal tedesco di Gio Batta Bucciol)
Si pialla nella trincea
il suo sorriso triste
combattente, sorriso
d’ombra scolpita
nella buca;
si scaglia la mano stanca
e senza perché spara
a nord, dove poiane - planano
e lontano sfondano - i tiger
le sentinelle accendono sigarette
le ambulanze scaricano cadaveri
la guerra si spande, come melma
che s’aggroviglia nella steppa incendiata;
di Franz Krauspenhaar
pensieri notturni di marlene, ormai ritirata a parigi
isolamento per quella stanchezza
da luci della ribalta
annotando, negli anni del ritiro, nelle lunghe notti
quando la vita appare - più netta e formata
proprio da quelle ombre che disegnano
quella chiarezza in paradosso che
il prosaico giorno no, non riesce a dare.
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