LE TORME DEI POSSEDUTI
“Chi non sa muoversi tra le latenze invisibili è sempre alla mercè dell ‘ignoto, di un demone qualsiasi. Soltanto il contemplativo acquista una distanza fra sè e la sua psiche, e sa a quale spirito offrirla, così identificandosi allo Spirito divino. Meri fantocci gli appaiono gli uomini puramente attivi, che credono di rimanere padroni di sé quando si riducono a catatonici, si chiudono in se stessi e in realtà non resistendo poi a restare così chiusi si cercano eccitazioni, infatuazioni, liti. E chi li possiede, allora?
A una strana e squallida torma di larve si offrono preda: a quelle che aleggiano sugli spettacoli, sui banchetti, sugli incontri erotici, sulle bische. Non esistono nelle città “civilizzate” santuari dove si pratichino rituali di possessione, ma uno studioso della possessione, osservando gli spettacoli più ordinari, può imparare benissimo il meccanismo con cui essa sorprende e soggioga le vittime.
Si osserverà la possessione collettiva degli stadi, simile a quella che nella Roma pagana pure si scatenava, salvo che allora Tertulliano o Agostino intuirono nell’invisibile i dèmoni agitanti visibilmente le torme dei posseduti.”
(Elémire Zolla - “Verità segrete esposte in evidenza”)
Zolla meglio di Zola…
Comment by andrea — May 17, 2006 @ 10:48 pm
C’è il gioco a uomo, a zona, e a zolla.
Comment by Giancarlo Tramutoli — May 18, 2006 @ 9:32 am
A zolla ci giocavo io da ragazzino su campi proprio all’inglese…
Comment by F.K. — May 18, 2006 @ 10:53 am