(Tornato sulle vostre scrivanie imbandite Uffenwanken tornano anche le prerecensioni: recensioni di film, libri, dischi senza aver visto, letto, sentito. Molti lo fanno senza avvertire, noi (io) lo facciamo avvertendo. Così fan tutti, ma noi (io) perlomeno lo facciamo dicendolo prima. Predicendolo, ecco. F.K.)
Mentre la campagna elettorale scivola pesantemente verso una fine certa (uno dei due schieramenti vincerà, e a perdere saranno soprattutto gli italiani) Nanni Moretti esce dal guscio imbarattolato di Nutella con il suo ultimo film Il Caimano, che prerecensisco a pieno titolo poiché mai film fu più anticinematografico di questo, di nessun film si puo’ dunque parlare senza averlo visto al pari di questo.
Sentivo un mugugno, un pianto che non voleva uscire. Chissà da quanto durava. Un lamento nel buio, che bucava il sonno. Non capivo da dove veniva, lottavo tra il sonno e la veglia. Poi ho capito. Era Jani che sbatteva la testa da una parte all’altra. Ho acceso la luce piccola, l’abat-jour sul comodino, e l’ho svegliato.