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	<title>Comments on: L&#8217;interludio di Bret</title>
	<link>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/</link>
	<description>il sito di Franz Krauspenhaar</description>
	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 00:29:13 +0000</pubDate>
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		<title>By: mr.crown</title>
		<link>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6910</link>
		<dc:creator>mr.crown</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 16:55:55 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6910</guid>
		<description>deludente e prevedibile. un dovere contrattuale?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>deludente e prevedibile. un dovere contrattuale?!</p>
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		<title>By: F.K.</title>
		<link>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6909</link>
		<dc:creator>F.K.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 16:21:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6909</guid>
		<description>Baldrus, a quanto ne so Mc Inerney è "missing" da tempo, e comunque a me, per questo, non sanguina di certo il cuore.
Anche l'intervento di Socci su Glamorama e i suoi effetti mi pare molto interessante; e soprattutto dove denuncia un giudizio critico positivo plebiscitario su Lunar Park. Io questo l'ho trovato francamente imbarazzante. Perché diavolo parlare di capolavoro, quando per me è palmare che questo un capolavoro non lo è? (E comunque qui fioccano capolavori come nulla fosse, sarebbe ora di parlare di capolavori col dovuto distacco temporale, credo). Che si siano letti poco e male i libri precedenti di Ellis? O c'è dell'altro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Baldrus, a quanto ne so Mc Inerney è &#8220;missing&#8221; da tempo, e comunque a me, per questo, non sanguina di certo il cuore.<br />
Anche l&#8217;intervento di Socci su Glamorama e i suoi effetti mi pare molto interessante; e soprattutto dove denuncia un giudizio critico positivo plebiscitario su Lunar Park. Io questo l&#8217;ho trovato francamente imbarazzante. Perché diavolo parlare di capolavoro, quando per me è palmare che questo un capolavoro non lo è? (E comunque qui fioccano capolavori come nulla fosse, sarebbe ora di parlare di capolavori col dovuto distacco temporale, credo). Che si siano letti poco e male i libri precedenti di Ellis? O c&#8217;è dell&#8217;altro?</p>
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		<title>By: luigisocci</title>
		<link>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6908</link>
		<dc:creator>luigisocci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 05:39:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6908</guid>
		<description>credo che la crisi, perchè è evidente che lunar park rappresenti una crisi di quello che negli ultimi 15 anni ritengo essere stato semplicemente il miglior narratore del mondo, sia da ricollegarsi al parziale fraintendimento, da parte di una parte della critica e, quel che è peggio, anche da una bella fetta del suo pubblico, del capolavoro "Glamorama". Romanzo particolarmente ambizioso e doloroso la cui filigrana dantesca, riscontrabile nelle sezioni a 33 capitoli, seppure alla rovescia, e nella parola finale "stelle" (oltrechè in numerosi nuclei tematici che andrebbero approfonditi) intendeva rappresentare (secondo me riuscendoci) l'allegoria definitiva di una società, e di una mente, precipitata in un girone infernale tra le scilla e cariddi di due contemporaneissime perdite: la perdita del senso di realtà e quella della propria identità fisica. Sorprendente anche per preveggenza nella descrizione di un mondo caduto preda di un terrorismo globale di origine oscura (pre 11 settembre) e di un imbarazzante figlio degenere di un quasipresidente degli stati uniti che preferisce "sostituirlo" ( bush jr cristiano rinato docet ?) GLAMORAMA ha scontetato molti. E temo che Bret se ne sia accorto. Da qui la scelta di fare un passo indietro tra le comode, e stilisticamente asciutte (quasi povere) pagine del romanzo di genere.  Comunque il più dichiaratamente mainstream che abbia mai scritto. Il superpositivo plebiscito critico che sta ricevendo dovrebbe insospettirci.
luigisocci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che la crisi, perchè è evidente che lunar park rappresenti una crisi di quello che negli ultimi 15 anni ritengo essere stato semplicemente il miglior narratore del mondo, sia da ricollegarsi al parziale fraintendimento, da parte di una parte della critica e, quel che è peggio, anche da una bella fetta del suo pubblico, del capolavoro &#8220;Glamorama&#8221;. Romanzo particolarmente ambizioso e doloroso la cui filigrana dantesca, riscontrabile nelle sezioni a 33 capitoli, seppure alla rovescia, e nella parola finale &#8220;stelle&#8221; (oltrechè in numerosi nuclei tematici che andrebbero approfonditi) intendeva rappresentare (secondo me riuscendoci) l&#8217;allegoria definitiva di una società, e di una mente, precipitata in un girone infernale tra le scilla e cariddi di due contemporaneissime perdite: la perdita del senso di realtà e quella della propria identità fisica. Sorprendente anche per preveggenza nella descrizione di un mondo caduto preda di un terrorismo globale di origine oscura (pre 11 settembre) e di un imbarazzante figlio degenere di un quasipresidente degli stati uniti che preferisce &#8220;sostituirlo&#8221; ( bush jr cristiano rinato docet ?) GLAMORAMA ha scontetato molti. E temo che Bret se ne sia accorto. Da qui la scelta di fare un passo indietro tra le comode, e stilisticamente asciutte (quasi povere) pagine del romanzo di genere.  Comunque il più dichiaratamente mainstream che abbia mai scritto. Il superpositivo plebiscito critico che sta ricevendo dovrebbe insospettirci.<br />
luigisocci</p>
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		<title>By: Baldrus</title>
		<link>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6907</link>
		<dc:creator>Baldrus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 01:07:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2006/01/10/linterludio-di-bret/#comment-6907</guid>
		<description>Ogni tanto mi chiedevo: ma gli scrittori degli anni Ottanta, Ellis, Mc Irney (che ho apprezzato, a suo tempo, diciamo fino a Riscatto), i narratori del "glam" newyorkese "scoppiato", dove sono? Che fanno? Questa di Franz è una parziale risposta. Ellis cerca di andare avanti, di non dissipare il patrimonio acquisito, cerca di puntare alto, di spremere energie dal proprio talento, cerca di spalancare le porte del magazzino di idee e di creatività che però cigolano sui cardini. E allora mi chiedo: è un processo che continua a rigenerarsi questo degli autori giovani che portano alla luce stili, rabbie, disperazioni, incomunicabilità di una generazione - la loro, e lo fanno dall'interno, in tempo reale - e poi diventano grandi, diventano adulti, e magari diventano anche scrittori professionisti, e quindi devono misurarsi con la necessità di produrre, produrre, per sentirsi vivi, e combattono per questo, combattono con se stessi, con una scrittura che lentamente, ma inesorabilmente inizia a nutrirsi di se stessa, di professionismo, mentre per essere grande forse deve nutrirsi di vita, di contraddizioni, di delusioni, d'amore, e non riescono più a scrivere nulla tra le parole, non riescono cioè a viaggiare negli spazi inesplorati, ma ricchi di sorprese, del non-scritto? Non riescono più a portare avanti la ricerca di Jimi Hendrix, che voleva scoprire cosa c'è "tra" le note?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto mi chiedevo: ma gli scrittori degli anni Ottanta, Ellis, Mc Irney (che ho apprezzato, a suo tempo, diciamo fino a Riscatto), i narratori del &#8220;glam&#8221; newyorkese &#8220;scoppiato&#8221;, dove sono? Che fanno? Questa di Franz è una parziale risposta. Ellis cerca di andare avanti, di non dissipare il patrimonio acquisito, cerca di puntare alto, di spremere energie dal proprio talento, cerca di spalancare le porte del magazzino di idee e di creatività che però cigolano sui cardini. E allora mi chiedo: è un processo che continua a rigenerarsi questo degli autori giovani che portano alla luce stili, rabbie, disperazioni, incomunicabilità di una generazione - la loro, e lo fanno dall&#8217;interno, in tempo reale - e poi diventano grandi, diventano adulti, e magari diventano anche scrittori professionisti, e quindi devono misurarsi con la necessità di produrre, produrre, per sentirsi vivi, e combattono per questo, combattono con se stessi, con una scrittura che lentamente, ma inesorabilmente inizia a nutrirsi di se stessa, di professionismo, mentre per essere grande forse deve nutrirsi di vita, di contraddizioni, di delusioni, d&#8217;amore, e non riescono più a scrivere nulla tra le parole, non riescono cioè a viaggiare negli spazi inesplorati, ma ricchi di sorprese, del non-scritto? Non riescono più a portare avanti la ricerca di Jimi Hendrix, che voleva scoprire cosa c&#8217;è &#8220;tra&#8221; le note?</p>
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