<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.3.3" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>
<channel>
	<title>Comments on: Canto del cigno</title>
	<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/</link>
	<description>il sito di Franz Krauspenhaar</description>
	<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 23:34:03 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.3</generator>
		<item>
		<title>By: letturalenta &#187; Archivio Blog &#187; Intervista a roberto Parpaglioni</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5465</link>
		<dc:creator>letturalenta &#187; Archivio Blog &#187; Intervista a roberto Parpaglioni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 09:29:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5465</guid>
		<description>[...] La chiusura imminente di Quiritta &#232; ufficiale. Lo ha dichiarato Roberto Parpaglioni, fondatore e direttore editoriale della casa editrice romana, nel corso di un&#8217;intervista su Nazione IndianaLa notizia &#232; rimbalzata su Lipperatura e su Vibrisse, provocando, fra i lettori della rete, numerosi commenti di sorpresa e solidariet&#224; nei confronti dell&#8217; &#171;editore gentiluomo&#187;.Nei suoi sei anni di vita, e con l&#8217;intento dichiarato di &#8220;muovere i lettori verso un rinnovato interesse per la letteratura italiana&#8221;, Quiritta si &#232; meritata la stima del pubblico e della critica pi&#249; esigenti, grazie alla sua riconosciuta vocazione alla qualit&#224;. Avvalendosi della consulenza editoriale di Arnaldo Colansanti e di Emanuele Trevi, ha pubblicato venticinque opere, suddivise in due collane, una di classici e una di contemporanei, con autori del calibro di Giorgio Manganelli, Raffaele La Capria, Dario Voltolini, Beppe Sebaste, Enzo Siciliano. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] La chiusura imminente di Quiritta &egrave; ufficiale. Lo ha dichiarato Roberto Parpaglioni, fondatore e direttore editoriale della casa editrice romana, nel corso di un&rsquo;intervista su Nazione IndianaLa notizia &egrave; rimbalzata su Lipperatura e su Vibrisse, provocando, fra i lettori della rete, numerosi commenti di sorpresa e solidariet&agrave; nei confronti dell&rsquo; &laquo;editore gentiluomo&raquo;.Nei suoi sei anni di vita, e con l&rsquo;intento dichiarato di &ldquo;muovere i lettori verso un rinnovato interesse per la letteratura italiana&rdquo;, Quiritta si &egrave; meritata la stima del pubblico e della critica pi&ugrave; esigenti, grazie alla sua riconosciuta vocazione alla qualit&agrave;. Avvalendosi della consulenza editoriale di Arnaldo Colansanti e di Emanuele Trevi, ha pubblicato venticinque opere, suddivise in due collane, una di classici e una di contemporanei, con autori del calibro di Giorgio Manganelli, Raffaele La Capria, Dario Voltolini, Beppe Sebaste, Enzo Siciliano. [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: letturalenta &#187; Blog Archive &#187; Un discorso da fare quiritta</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5464</link>
		<dc:creator>letturalenta &#187; Blog Archive &#187; Un discorso da fare quiritta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2005 22:16:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5464</guid>
		<description>[...] Qualche giorno fa &#232; balzata agli onori della cronaca (si fa per dire) una triste notizia: la casa editrice Quiritta chiude i battenti. Come dici, o lettore aduso allo zapping internettico pi&#249; inconcludente? Non te ne sei accorto? Be&#8217;, stavolta non &#232; tutta colpa tua. La notizia &#232; stata riportata solo da un paio di blog,&#160;Nazione indiana e Lipperatura, e&#160;dai commenti ai relativi articoli mi pare di intuire che molti dei lettori letterati della blogosfera italiana manco sanno cosa sia o dove stia di casa, la casa editrice Quiritta. O, se lo sanno, poco importa loro che il suo fondatore Roberto Parpaglioni abbia deciso di chiuderla. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Qualche giorno fa &egrave; balzata agli onori della cronaca (si fa per dire) una triste notizia: la casa editrice Quiritta chiude i battenti. Come dici, o lettore aduso allo zapping internettico pi&ugrave; inconcludente? Non te ne sei accorto? Be&#8217;, stavolta non &egrave; tutta colpa tua. La notizia &egrave; stata riportata solo da un paio di blog,&nbsp;Nazione indiana e Lipperatura, e&nbsp;dai commenti ai relativi articoli mi pare di intuire che molti dei lettori letterati della blogosfera italiana manco sanno cosa sia o dove stia di casa, la casa editrice Quiritta. O, se lo sanno, poco importa loro che il suo fondatore Roberto Parpaglioni abbia deciso di chiuderla. [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: beppe</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5463</link>
		<dc:creator>beppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2005 19:05:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5463</guid>
		<description>Caro Roberto, prendo la parola in ritardo, e come sempre mi accade, a caldo. Hai evocato Aelia Laelia, etichetta editoriale degli anni '80: eravamo ragazzini allora, soprattutto eravamo ribelli, e forse un po' cialtroni, al punto che nel nostro anarchico aristocratico modo di fare non davamo nessuna notizia degli autori né del libro, né in quarta di copertina né altrove. Altri tempi. Eravamo ribelli, cioè pubblicavamo libri "felici" (così dicevamo), che non trovavano spazio nella quadrettatura dei generi. Autori e forme inclassificabili, impreviste - che fossero di "giorgio messori &#38; beppe sebaste" o di "amelia rosselli". Abbiamo poi creduto che, sciogliendola, gli editori avessero "capito", che ci fossero maggiori spazi per collocare forme nuove rispeto a quelle previste, senza renderci conto dell'omogeneizzazione che sempre prevale (la letteratura è sempre imprevista, mai quella che l'editore ci si aspetta per sottometterla alle collane). Ci illudemmo quindi della non necessità di uno spazio diverso. E mi sembra che tu fai lo stesso errore, pur non essendoti mai presentato come ribelle, ma essendo stato anzi un imprenditore vero (e non un cialtrone come noi di Aelia Laelia. Insomma, per dirla sempre molto a caldo, quello che non capisco - o che mi disturba - della tua decisione è che avresti potuto prenderla un anno fa, tre anni fa, e che viceversa potevi decidere adesso di APRIRE Quiritta, sì, proprio qui e ora, quiritta. Non mi convince la tempostica, che non è frutto di analisi. Non mi convince il tuo non avere partecipato, con tutta la modestia che desideri, alle varie forme associate di un'editoria detta "minore" (spero non per mezzi economici, ma per scelte culturali e politiche) che in questi anni e mesi si avvicendano in Italia, in varie regioni. No, non sono d'acordo con te, e forse hai enfatizzato troppo l'importanza di alcune delusioni che non ti dovrebbero turbare  -lo Strega, il settimanale di destra (che poi è anche peggio: è quello di Dell'Utri) ecc. O forse dai troppa importanza ad altri modelli: gli editori grtossi e vncenti. Scusami la provocazione, ho pochissimo tempo e smetto di scrivere, interrompendomi perché avrei altro da dire. Un caro saluto a te e agli Indiani (P.S. : Roberto, dopodomani sera devo fare una conferenza sulla "editoria che resta": peché non vieni? In effetti, parlando anche di Quiritta - il pubblico me lo chiederà - sono molto, molto imbarazzato).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto, prendo la parola in ritardo, e come sempre mi accade, a caldo. Hai evocato Aelia Laelia, etichetta editoriale degli anni &#8216;80: eravamo ragazzini allora, soprattutto eravamo ribelli, e forse un po&#8217; cialtroni, al punto che nel nostro anarchico aristocratico modo di fare non davamo nessuna notizia degli autori né del libro, né in quarta di copertina né altrove. Altri tempi. Eravamo ribelli, cioè pubblicavamo libri &#8220;felici&#8221; (così dicevamo), che non trovavano spazio nella quadrettatura dei generi. Autori e forme inclassificabili, impreviste - che fossero di &#8220;giorgio messori &amp; beppe sebaste&#8221; o di &#8220;amelia rosselli&#8221;. Abbiamo poi creduto che, sciogliendola, gli editori avessero &#8220;capito&#8221;, che ci fossero maggiori spazi per collocare forme nuove rispeto a quelle previste, senza renderci conto dell&#8217;omogeneizzazione che sempre prevale (la letteratura è sempre imprevista, mai quella che l&#8217;editore ci si aspetta per sottometterla alle collane). Ci illudemmo quindi della non necessità di uno spazio diverso. E mi sembra che tu fai lo stesso errore, pur non essendoti mai presentato come ribelle, ma essendo stato anzi un imprenditore vero (e non un cialtrone come noi di Aelia Laelia. Insomma, per dirla sempre molto a caldo, quello che non capisco - o che mi disturba - della tua decisione è che avresti potuto prenderla un anno fa, tre anni fa, e che viceversa potevi decidere adesso di APRIRE Quiritta, sì, proprio qui e ora, quiritta. Non mi convince la tempostica, che non è frutto di analisi. Non mi convince il tuo non avere partecipato, con tutta la modestia che desideri, alle varie forme associate di un&#8217;editoria detta &#8220;minore&#8221; (spero non per mezzi economici, ma per scelte culturali e politiche) che in questi anni e mesi si avvicendano in Italia, in varie regioni. No, non sono d&#8217;acordo con te, e forse hai enfatizzato troppo l&#8217;importanza di alcune delusioni che non ti dovrebbero turbare  -lo Strega, il settimanale di destra (che poi è anche peggio: è quello di Dell&#8217;Utri) ecc. O forse dai troppa importanza ad altri modelli: gli editori grtossi e vncenti. Scusami la provocazione, ho pochissimo tempo e smetto di scrivere, interrompendomi perché avrei altro da dire. Un caro saluto a te e agli Indiani (P.S. : Roberto, dopodomani sera devo fare una conferenza sulla &#8220;editoria che resta&#8221;: peché non vieni? In effetti, parlando anche di Quiritta - il pubblico me lo chiederà - sono molto, molto imbarazzato).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Fainberg</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5462</link>
		<dc:creator>Fainberg</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 20:22:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5462</guid>
		<description>A luglio scrissi un post su Le finestre sul cortile, un libro che ho apprezzato molto, un libro originale, coraggioso. E' stato il mio primo acquisto Quiritta; scoprire adesso che la casa editrice chiude mi fa doppiamente pentire di averla scoperta tardi.

Per inciso, sarebbe interessante sapere qual è l'editore del giornale citato da Roberto Parpaglioni nel suo ultimo commento. A me, che ho appena infilato l'alluce nel mondo della piccola editoria, farebbe comodo capire un po' meglio come funzionano certe dinamiche. Capire, soprattutto, quali sono le regole auree da seguire per evitare di venir dileggiati da un settimanale di destra tanto serio e imparziale nei propri giudizi. Così, giusto per fare poi esattamente l'opposto.

I miei auguri più sinceri al signor Parpaglione,
Orietta Mascaro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A luglio scrissi un post su Le finestre sul cortile, un libro che ho apprezzato molto, un libro originale, coraggioso. E&#8217; stato il mio primo acquisto Quiritta; scoprire adesso che la casa editrice chiude mi fa doppiamente pentire di averla scoperta tardi.</p>
<p>Per inciso, sarebbe interessante sapere qual è l&#8217;editore del giornale citato da Roberto Parpaglioni nel suo ultimo commento. A me, che ho appena infilato l&#8217;alluce nel mondo della piccola editoria, farebbe comodo capire un po&#8217; meglio come funzionano certe dinamiche. Capire, soprattutto, quali sono le regole auree da seguire per evitare di venir dileggiati da un settimanale di destra tanto serio e imparziale nei propri giudizi. Così, giusto per fare poi esattamente l&#8217;opposto.</p>
<p>I miei auguri più sinceri al signor Parpaglione,<br />
Orietta Mascaro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Luca Tassinari</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5461</link>
		<dc:creator>Luca Tassinari</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 16:19:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5461</guid>
		<description>Grazie per la risposta, Roberto Parpaglioni. Naturalmente non posso di discutere le tue scelte e le tue motivazioni personali. Capisco l'amarezza, lo sconforto, la delusione e anche la deduzione conseguente: chi me lo fa fare?

A me resta un po' sul gozzo questa tua decisione, però, specialmente per il modo in cui è arrivata, come il classico fulmine a ciel sereno. Dici hai deciso di mollare dopo una lunga riflessione, ma a me - il lettore, l'ultimo anello della catena, quello determinante per la riuscita dell'impresa - di quella lunga riflessione non è arrivato nulla. Non so cosa avrei potuto fare, se avesso saputo qualcosa prima, ma forse qualcosa più del niente che posso fare adesso.

Può darsi che non ci sia bisogno di Quiritta, ma allora perché mi rode cosi tanto che non ci sia più?

Ah, Voltolini, forse sono stato un po' brusco nel mio penultimo commento: chiaramente non ce l'avevo con te, né con Parpaglioni. Diciamo che ce l'avevo con il porco mondo, ecco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la risposta, Roberto Parpaglioni. Naturalmente non posso di discutere le tue scelte e le tue motivazioni personali. Capisco l&#8217;amarezza, lo sconforto, la delusione e anche la deduzione conseguente: chi me lo fa fare?</p>
<p>A me resta un po&#8217; sul gozzo questa tua decisione, però, specialmente per il modo in cui è arrivata, come il classico fulmine a ciel sereno. Dici hai deciso di mollare dopo una lunga riflessione, ma a me - il lettore, l&#8217;ultimo anello della catena, quello determinante per la riuscita dell&#8217;impresa - di quella lunga riflessione non è arrivato nulla. Non so cosa avrei potuto fare, se avesso saputo qualcosa prima, ma forse qualcosa più del niente che posso fare adesso.</p>
<p>Può darsi che non ci sia bisogno di Quiritta, ma allora perché mi rode cosi tanto che non ci sia più?</p>
<p>Ah, Voltolini, forse sono stato un po&#8217; brusco nel mio penultimo commento: chiaramente non ce l&#8217;avevo con te, né con Parpaglioni. Diciamo che ce l&#8217;avevo con il porco mondo, ecco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Roberto Parpaglioni</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5460</link>
		<dc:creator>Roberto Parpaglioni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 11:31:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5460</guid>
		<description>Gentile Tassinari, caro Voltolini,
vi ringrazio per la passione che mettete nei vostri commenti. Questo vuol dire che la meteora qualcuno l'ha vista, e tanto gli è piaciuta che vorrebbe tornasse. Vi ringrazio, davvero.
Tuttavia, vi invito a credere che se sei anni di duro lavoro quotidiano vengono oggi abbandonati alla deriva, è solo al termine di una lunga e tormentata riflessione. Quiritta è mia, l'ho inventata io, porta nel suo logo e nella denominazione delle sue collane tracce del mio cognome. Ho rischiato, felice di rischiare, per il bene della nostra letteratura. Identificandomi con l'impresa, quasi come ci si identifica con il proprio romanzo. Eppure ho perso. Questa è la verità: ho perso.
Circa un mese fa, un settimanale di destra mi ha ripetutamente dileggiato, raccontando quanto poco possa essere stimabile una persona che metta a disposizione di altri il proprio tempo ed il proprio denaro. Come se io fossi un buon figlio di papà che non sa come buttare i suoi soldi.
Senza dover sottolineare quanto mi sia difficile utilizzare la mia logica per intercettare il senso di quella che, dalle parti di chi mi dileggiava, viene utilizzata per costruire un pensiero, prendo l'episodio solo come spunto per ribadire che la mia decisione è esclusivamente di carattere culturale. In sintesi, i lettori del nostro Paese non sono interessati al mio lavoro.
Gentile Tassinari, io avrò anche stampato trentacinquemila copie, ma vogliamo andare a contare quante ne stazionano in magazzino? Le assicuro, sarebbe deprimente.
Anch'io sono certo che i lettori del nostro Paese, potenzialmente, rappresentano una buona giustificazione per un'impresa come la mia. Il fatto è che loro, di Quiritta non sanno neanche l'esistenza. Così come ancora non lo sanno molti librai.
Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Qualcosa che agisce lungo il percorso che parte dalla tipografia ed arriva in libreria.
La casa editrice ha funzionato, su questo non ho alcun dubbio. Colasanti, Trevi, l'ufficio stampa, la redazione, persone e competenze fuse in maniera esemplare. Il passaggio successivo, invece, non è mai stato contagiato dallo stesso entusiasmo.
Caro Dario, guarda le reazioni successive all'intervista di Guerriero. Siete tu, Tassinari e pochi altri a preoccuparsi. Guarda anche su Lipperatura. La brava e cortesissima Loredana Lipperini ha fatto un link sulla stessa intervista. Ma dei settantasette (!) commenti, quanti sono dedicati a Quiritta? Ben pochi.
Questo non vuol dire che i lettori sono insensibili, per carità.
Vuol dire soltanto che Quiritta, nonostante il grande lavoro fatto in questi anni, non è riuscita a lasciare traccia di sé.
Come dicevo prima: in Italia non c'è bisogno di Quiritta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Tassinari, caro Voltolini,<br />
vi ringrazio per la passione che mettete nei vostri commenti. Questo vuol dire che la meteora qualcuno l&#8217;ha vista, e tanto gli è piaciuta che vorrebbe tornasse. Vi ringrazio, davvero.<br />
Tuttavia, vi invito a credere che se sei anni di duro lavoro quotidiano vengono oggi abbandonati alla deriva, è solo al termine di una lunga e tormentata riflessione. Quiritta è mia, l&#8217;ho inventata io, porta nel suo logo e nella denominazione delle sue collane tracce del mio cognome. Ho rischiato, felice di rischiare, per il bene della nostra letteratura. Identificandomi con l&#8217;impresa, quasi come ci si identifica con il proprio romanzo. Eppure ho perso. Questa è la verità: ho perso.<br />
Circa un mese fa, un settimanale di destra mi ha ripetutamente dileggiato, raccontando quanto poco possa essere stimabile una persona che metta a disposizione di altri il proprio tempo ed il proprio denaro. Come se io fossi un buon figlio di papà che non sa come buttare i suoi soldi.<br />
Senza dover sottolineare quanto mi sia difficile utilizzare la mia logica per intercettare il senso di quella che, dalle parti di chi mi dileggiava, viene utilizzata per costruire un pensiero, prendo l&#8217;episodio solo come spunto per ribadire che la mia decisione è esclusivamente di carattere culturale. In sintesi, i lettori del nostro Paese non sono interessati al mio lavoro.<br />
Gentile Tassinari, io avrò anche stampato trentacinquemila copie, ma vogliamo andare a contare quante ne stazionano in magazzino? Le assicuro, sarebbe deprimente.<br />
Anch&#8217;io sono certo che i lettori del nostro Paese, potenzialmente, rappresentano una buona giustificazione per un&#8217;impresa come la mia. Il fatto è che loro, di Quiritta non sanno neanche l&#8217;esistenza. Così come ancora non lo sanno molti librai.<br />
Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Qualcosa che agisce lungo il percorso che parte dalla tipografia ed arriva in libreria.<br />
La casa editrice ha funzionato, su questo non ho alcun dubbio. Colasanti, Trevi, l&#8217;ufficio stampa, la redazione, persone e competenze fuse in maniera esemplare. Il passaggio successivo, invece, non è mai stato contagiato dallo stesso entusiasmo.<br />
Caro Dario, guarda le reazioni successive all&#8217;intervista di Guerriero. Siete tu, Tassinari e pochi altri a preoccuparsi. Guarda anche su Lipperatura. La brava e cortesissima Loredana Lipperini ha fatto un link sulla stessa intervista. Ma dei settantasette (!) commenti, quanti sono dedicati a Quiritta? Ben pochi.<br />
Questo non vuol dire che i lettori sono insensibili, per carità.<br />
Vuol dire soltanto che Quiritta, nonostante il grande lavoro fatto in questi anni, non è riuscita a lasciare traccia di sé.<br />
Come dicevo prima: in Italia non c&#8217;è bisogno di Quiritta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Dario Voltolini</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5459</link>
		<dc:creator>Dario Voltolini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 00:14:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5459</guid>
		<description>Luca, ma io che ne so di come si può fare per Quiritta in particolare? Parpaglioni è libero di fare e di decidere, ci mancherebbe anche. Come autore Quiritta io sono semplicemente grato al pubblico di Quiritta e all'editore. Al limite dell'incazzatura permetti che ci siano anche gli autori Quiritta. Non so bene cosa tu volessi dire con il tuo post, magari non ho capito.
Bartolomeo, grazie per volermi leggere. Speriamo presto in libreria!
D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luca, ma io che ne so di come si può fare per Quiritta in particolare? Parpaglioni è libero di fare e di decidere, ci mancherebbe anche. Come autore Quiritta io sono semplicemente grato al pubblico di Quiritta e all&#8217;editore. Al limite dell&#8217;incazzatura permetti che ci siano anche gli autori Quiritta. Non so bene cosa tu volessi dire con il tuo post, magari non ho capito.<br />
Bartolomeo, grazie per volermi leggere. Speriamo presto in libreria!<br />
D</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Luca Tassinari</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5458</link>
		<dc:creator>Luca Tassinari</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2005 15:10:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5458</guid>
		<description>Dario Voltolini, il pubblico a cui si rivolge Quiritta è numericamente irrilisorio, e credo che questo Parpaglioni lo sapesse anche prima di partire, o no? Credi che uno che pubblica le Rime di Federico II si aspetti di fare un colpo da centomila copie? Il pubblico di Quiritta s'è fatto vedere comprando trentacinquemila copie dei libri pubblicati da Quiritta, o no? E adesso quel pubblico è molto dispiaciuto dalla chiusura di Quiritta. Molto dispiaciuto, al limite dell'incazzatura, caro Voltolini.

Apposta quel pubblico chiede se per caso ci sono margini per evitare l'ennesima morte annunciata di un piccolo editore che non si curava solo di far numeri. Apposta lo chiede a uno che, avendo pubblicato con Quiritta, magari una mezza idea di cosa fare ce la potrebbe avere. Apposta s'illude che non ci sia solo voglia di recriminare o di piagnucolare: perché il pubblico di Quiritta non è solo dispiaciuto dalla chiusura di Quiritta, ma è umiliato dalla chiusura di Quiritta, è offeso dalla chiusura di Quiritta, perché lui, il pubblico di Quiritta, quello che poteva fare per Quiritta - ovvero comprare libri pubblicati da Quiritta - l'ha fatto per anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dario Voltolini, il pubblico a cui si rivolge Quiritta è numericamente irrilisorio, e credo che questo Parpaglioni lo sapesse anche prima di partire, o no? Credi che uno che pubblica le Rime di Federico II si aspetti di fare un colpo da centomila copie? Il pubblico di Quiritta s&#8217;è fatto vedere comprando trentacinquemila copie dei libri pubblicati da Quiritta, o no? E adesso quel pubblico è molto dispiaciuto dalla chiusura di Quiritta. Molto dispiaciuto, al limite dell&#8217;incazzatura, caro Voltolini.</p>
<p>Apposta quel pubblico chiede se per caso ci sono margini per evitare l&#8217;ennesima morte annunciata di un piccolo editore che non si curava solo di far numeri. Apposta lo chiede a uno che, avendo pubblicato con Quiritta, magari una mezza idea di cosa fare ce la potrebbe avere. Apposta s&#8217;illude che non ci sia solo voglia di recriminare o di piagnucolare: perché il pubblico di Quiritta non è solo dispiaciuto dalla chiusura di Quiritta, ma è umiliato dalla chiusura di Quiritta, è offeso dalla chiusura di Quiritta, perché lui, il pubblico di Quiritta, quello che poteva fare per Quiritta - ovvero comprare libri pubblicati da Quiritta - l&#8217;ha fatto per anni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Bartolomeo Di Monaco</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5457</link>
		<dc:creator>Bartolomeo Di Monaco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2005 11:05:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5457</guid>
		<description>@ Voltolini

Peccato davvero che tu ed altri ve ne siate andati. Sono contento, ad ogni modo, che NI si sia ripresa, e stia crescendo (secondo me, ovviamente). Ma la tua presenza, come quella degli altri, sarebbe stato stimolante . Ti si può leggere da qualche parte?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Voltolini</p>
<p>Peccato davvero che tu ed altri ve ne siate andati. Sono contento, ad ogni modo, che NI si sia ripresa, e stia crescendo (secondo me, ovviamente). Ma la tua presenza, come quella degli altri, sarebbe stato stimolante . Ti si può leggere da qualche parte?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Dario Voltolini</title>
		<link>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5456</link>
		<dc:creator>Dario Voltolini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2005 22:24:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.markelo.net/2005/10/20/canto-del-cigno/#comment-5456</guid>
		<description>Non lo so come si possa fare per convincere Parpaglioni a tornare sui suoi passi. Forse non bisogna nemmeno farlo. Però sorprende che Quiritta smetta le pubblicazioni, dato che il suo potenzile pubblico è molto numeroso. Come passare dalla potenza alla realtà, io non lo so. Innumerevoli sono le case editrici che potrebbero contare su un grande pubblico, ma poi questo pubblico non si fa mai vedere. Boh.
Io ho pubblicato un libriccino con Quiritta e mi sono trovato molto, ma molto bene.
Scopro però in rete che il mio editore lascia.
In un blog di cui non faccio più parte.
Che mondo è?
Senz'altro, curioso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo so come si possa fare per convincere Parpaglioni a tornare sui suoi passi. Forse non bisogna nemmeno farlo. Però sorprende che Quiritta smetta le pubblicazioni, dato che il suo potenzile pubblico è molto numeroso. Come passare dalla potenza alla realtà, io non lo so. Innumerevoli sono le case editrici che potrebbero contare su un grande pubblico, ma poi questo pubblico non si fa mai vedere. Boh.<br />
Io ho pubblicato un libriccino con Quiritta e mi sono trovato molto, ma molto bene.<br />
Scopro però in rete che il mio editore lascia.<br />
In un blog di cui non faccio più parte.<br />
Che mondo è?<br />
Senz&#8217;altro, curioso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
