SILENZIO DAL TUO CORPO

di Franco Arminio
Silenzio dal tuo corpo
da molti secoli, da molti giorni.
Ho sentito e ho detto parole buone per le tane
di formica che abbiamo nella mente.
Non ho sentito la tua lingua
le tue braccia che cercano asilo sulle mie spalle.
Un giorno ti stancherai di mancarmi,
magari sarà un giorno di pioggia
un qualunque pomeriggio d’inverno
coi piatti ancora sporchi nel lavello.
Potrei essere vivo o morto
non importa, avrai un desiderio
di farti prendere dai miei occhi: sono qui
amico amico, baciami, tienimi stretta.
Io lascerò gli angeli, lascerò l’inferno
per tornare alle briciole della storia, farò posto
sul tavolo, sposterò la bottiglia e i bicchieri
per far posto alle tue gambe,
il tuo corpo sul tavolo sarà un perfetto altare
io pregherò perché non cada la nuvola
su cui si sostiene la casa, fermerò il vento
tra le dita, sarò felice mentre mi sorridi.
Perché il mondo
non deve apparecchiare questa scena?
Perché tutto questo deve restare qui
su questo foglio?
Forse non sei tu che non mi vuoi.
Forse non sono io che ti voglio.