The FK experience

August 14, 2005

TUTTO IL "CATTIVO SANGUE" DI FRANZ KRAUSPENHAAR

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:24 pm

di Giuseppe Iannozzi

(Pubblico questa recensione di Iannox già uscita su Kinglear e Bioiannozzi - tra i miei link. Buona lettura. M.U.)

Esistono romanzi scritti bene e romanzi che invece no. Raramente si ha la fortuna d’incontrare una scrittura limpida, folgorante, che mira al centro del cuore: con il suo stile preciso Franz Krauspenhaar, reduce dall’ultima fatica “Cattivo Sangue”, spara esattamente al centro del cuore per attraversarlo tutto. In “Cattivo Sangue” si attraversa l’Europa in compagnia di Bruno Bruide, un ex Export Manager, la cui vita cambia di punto in bianco, improvvisamente, per tradursi nel più fitto nero esistenziale. Le circostanze, il caso, il destino vogliono che Bruno Bruide, apparentemente uomo insignificante e pacifico, si decida a diventare sé stesso una volta per tutte; e l’unico modo che ha per essere è quello di riconoscere il suo cattivo sangue, perché Bruide può essere anche un killer e un uomo che dimentica l’amore di sua madre. Il mondo che conosceva, che credeva gli appartenesse, in un men che non si dica gli si rivolta contro; ha ucciso una volta al soldo d’una fantomatica organizzazione criminale, e il perché non gli è chiaro neppure a lui, però sa d’aver ammazzato a bruciapelo, senza pensarci su. Ecco, tutto ha inizio così, o quasi: uccidere è facile, diventa una necessità  viziosa (autodistruttiva) come fumare e bere, o una priorità come mangiare respirare e fare all’amore anche. Un assassinio tira l’altro, e ben presto Bruide perderà il numero dei morti dietro di sé e anche la donna che ama, Paola, una femme fatale forse, con la quale Bruno Bruide riallaccia i rapporti nel momento più estremo della sua vita. Paola torna ad essere la donna di Bruno Bruide dopo quattro anni di totale lontananza l’uno dall’altra, torna ad essere colei che (r)accoglie le sue confessioni, tutte, anche quella che le sbatte in faccia la verità di Bruno uguale killer. Bruide sa di Paola sposata e sa anche che l’unica possibilità per loro è una e una soltanto… E’ una girandola di assassini, una emorragia di vita che è quasi impossibile trattenere fra le mani, una emorragia che, per assurdo, si può arrestare solo attraverso il sangue. Alla fine Bruno non ce la fa, non resiste, perde Paola, perde sé stesso cercandosi nella catena di delitti dietro di sé, e decide di darsi un arresto. Pressappoco così termina quello che potremmo definire il primo “libro” di “Cattivo Sangue”, perché dopo due anni Bruide torna sulla scena dei suoi delitti per aggiungere sangue al sangue, per ritrovare Paola e chiudere definitivamente i conti con lei. Due anni di prigione servono a Bruno Bruide per diventare, o meglio per capire d’essere anche uno scrittore oltre che un assassino e un ex Export Manager: tra le sbarre divora libri su libri, divora vite su vite ormai consegnate alle pagine e all’inchiostro, in una parola impara a leggere, a scrivere soprattutto. Tra la durezza delle sbarre scrive di sé non omettendo alcun particolare, riesce a pubblicare le sue memorie che riscuotono un discreto successo, diventa conosciuto anche come scrittore: non è più un semplice killer. Però evade, perché tra le sbarre non può resistere ulteriormente, perché il mondo all’aria aperta ha ancora troppi conti in sospeso con lui e lui con Paola, il suo mondo, l’unico che credeva di conoscere a menadito. Bruno Bruide ha ancora bisogno di vita, della sua e di quella altrui, per tracciare la mappa del suo esistere, se un modo di esistere ancora c’è per lui. E’ così che inizia quello che potremmo definire il secondo “libro”, il libro nel libro di “Cattivo Sangue”.   In “Cattivo Sangue” c’è rabbia, passione, disperazione; c’è un po’ di quel sole dei morenti che Jean Claude Izzo ci ha lasciato, c’è l’ironia feroce che fece nera e di più la verve di Léo Malet, e ci sono quelle latebre che James Ellroy ha messo in luce ne “I miei luoghi oscuri”, ma c’è anche una sana dose di cattiveria spinta al limite estremo d’un cinismo à la Céline. E sì, c’è pure dolcezza, una dolcezza che ha il sapore quasi d’un ricatto, quasi d’un riscatto impossibile, perché per Bruide nessuna redenzione possibile né in cielo né in terra: la dolcezza che Bruide sa è d’una qualità che non si dimentica, come in “Fight Club” di Chuck Palahniuk. Un’abbondante emorragia di schiettezza à la Dürrenmatt domina su ogni sentimento e durezza di Bruno Bruide: così è “Cattivo Sangue” di Franz Krauspenhaar, un noir onesto fino all’ultimo colpo. Devo essere io a dirvelo? E’ un libro da leggere, assolutamente, a costo di lasciar uccidere vostra madre per incoscienza, distrazione o troppo amore. Non capite? Tutto vi sarà chiaro, non preoccupatevi: è sufficiente che leggiate “Cattivo Sangue” tutto d’un fiato… tutto d’un colpo.

Franz Krauspenhaar - Cattivo sangue - Baldini Castoldi Dalai - Collana: Romanzi e racconti 319 - Pagine 430 - Anno 2005 - ISBN 8884906946 - € 15.80

 

No Comments

No comments yet.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Sorry, the comment form is closed at this time.

Powered by WordPress