The FK experience

July 16, 2005

VMO: UN CASO ITALIANO

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 5:32 pm

(Ricevo l’idea di un post sull’argomento da Franco Melloni, me lo scrivo e ovviamente me lo pubblico. M.U.)

 

Ricordate quel vecchio film di e con Clint Eastwood dal titolo inequivocabile? Si chiamava “Coraggio, fatti ammazzare…”. Clint impersonava Callaghan (o Callahan, nell’ originale) l’ispettore della polizia di San Francisco che aveva un modo tutto suo – diciamo così – di fare giustizia. I film di Callaghan ebbero successo non perché fossero dei capolavori, ma, io credo, perché il pubblico maschile si identificava con questo antieroe solitario e giustiziere molto sopra le righe. Callaghan faceva pulizia per noi. I benpensanti lo giudicarono e lo giudicano “fascista”. Ai vecchi tempi d’oro, quando il vostro più che affezionatissimo Uffenwanken portava i calzoni della misura di adesso ma non aveva certo la castagna secca di oggi nei pugni perché era un adolescente, era di moda definire qualsiasi cosa che non fosse genericamente di sinistra “fascista”. Infatti il pluralismo, la democrazia, la tolleranza, erano inevitabilmente di sinistra, specie all’estremità della stessa. Questione di punti di vista, naturalmente. Ora, ritornando a Callaghan, io non l’ho mai percepito come tale, come fascista, dico; io l’ho sempre visto come un uomo dalle idee chiare e dalle poche parole (spesso le due cose vanno a braccetto, ho verificato – anche su me stesso…). Uno che deve per forza difendersi dagli attacchi, uno che tutto sommato vuole sopravvivere. Ma anche uno che avverte prima, e in questo io l’ho sempre trovato molto corretto: in quel titolo, infatti, c’è tutta la sua filosofia: "Coraggio, fatti ammazzare…”. E’ una minaccia, ma anche un’ esortazione e pure un avvertimento. Tre al prezzo di uno, insomma. Ora vengo al punto: giorni fa questo blog è stato assaltato nelle colonne dei commenti dal duo VMO, autori di un blog francamente divertente. Leggere delle imprese webbiche del Feldmaresciallo Uffenwanken, dell’invasione degli unni, del precoce invecchiamento (vero…) del suddetto, vedere quest’uomo ancora giovane ma di sole fictionarie pretese che sono io trasformato addirittura in Derrida, (meglio di Dalida solo da un punto di vista del gender, sia ben chiaro) , il gioco sui nick, il Restoration Tour, il presunto golpe dell’indiano nazionalista Krauspenhacker ecc. mi ha fatto scompisciare dalle risate. I due (o uno) sanno giocare con le parole, sono raffinati, ribaltano il senso, disinformano in maniera accettabile (perché è evidente la loro satira) e capovolgono e deformano con un certo stile. (Non ho ancora trovato volgarità come invece da altre parti).Diciamoci la verità: non è che in giro ci sia tutta quest’abbondanza di blog veramente divertenti, e mi ci metto ovviamente anch’io, che spesso decido di essere serio e malauguratamente ci riesco pure. D’altro canto la vita è una cosa abbastanza seria, e anche se si cerca di fare di tutto per non accettare questa triste verità, a volte tutta questa pesante e difficilmente equa e sostenibile verità viene a schiacciarti con tutto il suo peso fattispecifico o solamente specifico. Il problema è che VMO (il sedicente duo di gay(s) cagliaritani in rampa di lancio nel mondo della satira letteraria webbica) devono aver visto solo di sfuggita i film di Callaghan. Non gliene faccio una colpa, magari sono troppo giovani, o viceversa troppo vecchi, o sull’argomento non hanno una sufficiente preparazione. Dunque, da esperto di Callaghan e di Clint Eastwood e anche da scrittore di genericamente cosiddetti thriller, rendo noto al duo (o sdoppiato uno) che il Callaghan del web letterario (che sono io) è uno che avverte, che esorta e che minaccia: ma sempre prima. Un uomo che, spero ne convengano tutti ( altrimenti ci arrabbiamo…) è ormai noto per la sua grande correttezza, per il suo fairplay. Un uomo che ha visto almeno 10 volte L’uomo che uccise Liberty Valance, capolavoro di John Ford, non puo’ essere cattivo, infatti: è solo un uomo che ha capito che bisogna aspettare prima di sparare, tutto qui. Ma qui siamo in democrazia, per fortuna. In piena libertà di espressione, in libertà di satira. Un po’ di satira ci vuole, sono io il primo a dirlo. Però qual’è lo scarto che trasforma all’occorrenza un uomo pacifico e democratico come me in una iena alla Callaghan? E’ la legge del West. Siamo o non siamo occidentali, siamo o non siamo nel West più o meno selvaggio? E dunque, se qualcuno viene a sporcare la mia veranda, io ho tutto il diritto di buttarlo fuori. Mica di fargli del male, che in fondo ha solo sporcato. Solo di buttarlo fuori da casa mia. E questo riguarda anche VMO, anzi soltanto loro. Perché una cosa non esclude l’altra: si puo’ apprezzare una buona satira e allo stesso tempo si puo’ censurare (e sottolineo censurare) i commenti degli autori della stessa satira se costoro, coi loro commenti reiterati e   inutili, impediscono lo svolgersi di una discussione. (Puo’ trattarsi anche di  un forte litigio, il discorso non cambia). Pertanto VMO qui avrà sempre la porta non chiusa, ma sbarrata. Per correttezza estrema, io non andrò mai a commentare da loro. Per il resto, buon lavoro…

 (Nella foto: John Wayne, coprotagonista de "L’uomo che uccise Liberty Valance", di J.Ford)

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