UN REPORT E UNA PRERECENSIONE
( 1 Report di uno spettacolo teatrale di Tiziano Scarpa ; 2 Prerecensione de La guerra dei mondi di Steven Spielberg, un film che non ho ancora visto ma che ho tutto il diritto di prerecensire; ma lo vedrò comunque, perché in questo periodo amo follemente l’aria condizionata. M.U.)
1) Ieri sera sono andato a vedere una piece teatrale di Tiziano Scarpa nel cortile di Casa Manzoni, nel vecchio cuore di Milano. Titolo: Comuni Mortali. Atmosfera molto bella, ho incontrato vari amici, mi sono molto divertito. Tra Beckett e la comica finale, Scarpa ha messo insieme una commedia scoppiettante sulla morte spingendoci a un riso liberatorio e partendo piano, in un diesel drammaturgico, andando avanti nell’accelerazione fino a un finale travolgente, folle, intessendo continuamente una spessa coperta di black humour (e che si fottesse il caldo!). Moglie e marito (quest’ultimo munito di denti da vampiro) proprietari di una non identificata impresa di pompe funebri, un giovane apprendista becchino ex lavorante dell’obitorio, una “indossatrice di bare”: questi gli ingredienti umani-troppo-assurdi. Amore e morte in crescendo, tutto tenuto insieme da grande equilibrista; era facile cadere nel macchiettistico, nel già visto: invece Scarpa (assieme ai bravissimi attori) ci ha fatto divertire a morte, a volte fino alle lacrime (di risa) mettendo in scena una geniale “pochade del trapasso”.
2)Spielberg recupera Wells, si fa un baffomoretti di Welles l’Orson e ci serve una pinta in due tempi-sorso di cinema popcorn come sa fare lui. Chi glielo fa fare? direte voi. Beh, le casse piene di dollari, i box office, tutte le belle cose che gli fregano a lui. Ancora una volta, per l’ennesima volta, assistiamo allo spettacolo di un grande regista specialista d’inutili, anzi dannosi happy end, di un criminale ottimista cosmico, in definitiva di un delinquente nato, perché un tale talento è veramente criminale se ogni volta ci fa assaggiare nel primo tempo grandissimo cinema e poi la butta puntualmente in vacca nella melassa Milka e con tutti i sentimenti. Se ricordate Salvate il soldato Ryan salvate(vi) chi puo’: là c’erano i primi venti minuti di combattimento normanni da sbarco che facevano un baffo pure al Kubrick di Full Metal Jacket, salvo poi servirci in un folle diminuendo enfatico una storia strappalacrime della quale noi cinici veri non sentivamo certo la mancanza, fino allo sventagliare finale del patriottismo WASP imbandierato a stars and stripes. Ora – nel comparto fantascienza – Spielberg (letteralmente dal tedesco “Montagna da gioco”) ci refrigera il coppino malpensante per un’ora buona con effetti specialissimi e gran cinema per poi scadere a tavoletta nella favoletta della volpe e l’uovo. Ma vaffanculo davvero, Spielberg!