RIMUGINAMENTI

di Massimiliano Governi
devo fare questo pezzo su cosa mi succederà giovedì 19 aprile dalle 17.50 alle 18.00 oggi è giovedì 19 aprile e sono le 17.50 e sto camminando per andare da lei il giovedì ci vado sempre proprio a quest’ora cinquanta minuti che poi diventano un’ora che poi diventa un’ora e dieci perché io parlo tanto e lei seduta di fronte a me mi ascolta sono anni che parlo e lei mi ascolta quasi undici ma oggi non so cosa dirò ogni volta non so cosa dirò cammino sempre un po’ prima di arrivare davanti al suo portone SCRIATTOLI MUSTACCHI ARCANGELI MUGHINI ANGELETTI PUGGINA i nomi nelle targhette del citofono me li ricordo a memoria il suo interno è il 12 il piano è il quarto sulla porta dell’ascensore qualcuno ha inciso con un temperino SUEDE aspetto ancora un po’ prima di entrare cammino a testa bassa penso alle cose da dire guardo le cicche delle sigarette incastrate tra i sampietrini i piccioni grigio ardesia con le barre nere sulle ali e una macchia verde iridescente sul collo che svolazzano alla ricerca di cibo non so dove andare vorrei dirigermi verso piazza Farnese e sedermi sotto l’ambasciata francese insieme agli handicappati in carrozzina e ai disagiati psichici oppure svoltare qui per via de’ Baullari e fare il giro torno torno la piazza non so decidermi rimango in mezzo alla strada guardo a sinistra guardo a destra e una macchina blu sta per investirmi mi sposto appena in tempo e sulla targa di dietro leggo CD corpo diplomatico mi volto e continuo con passo più spedito mi decido e imbocco via de’ Baullari dove ci sono gli artisti di strada e i questuanti che chiedono sempre hai una monetina? oppure hai uno spicciolino? metto la mano in tasca per preparare 10 o 20 euro improvvisamente però ho paura di incontrare qualcuno di non sostenere lo sguardo è un’antica paura quella di non sostenere lo sguardo scopofobia si chiama ce l’avevo quando facevo il militare e non riuscivo a stare sull’attenti con lo sguardo fisso sul capitano coi baffi portavo sempre gli occhiali scuri a quei tempi non solo all’aperto ma anche al chiuso ci sono foto e filmati di matrimoni e battesimi e feste e ricorrenze in cui mi si può vedere coi Ray-ban Wayfarer anche al ristorante anche in chiesa non è mai andata via del tutto questa fobia adesso ogni tanto ce l’ho ancora quando sono a tavola con qualcuno che non conosco oppure dopo che ho lavorato svariate ore al mio computer a un racconto o a un romanzo poi quando esco non sopporto che gli altri mi guardino oppure quando sto per andare da lei a parlare e faccio la mia solita passeggiata e penso a cosa devo dire con lo sguardo basso tipo adesso non sopporto di incontrare gente che conosco incontro a volte Marco e Silvia da queste parti sono amici ma non voglio incontrarli non voglio incontrare nessuno caccio dalla tasca gli occhiali scuri e me li metto ecco Piazza del Teatro di Pompeo Piazza della Pollarola Via del Biscione riprendo via de’ Giubbonari poi via dell’Arco del Monte alzo la testa a un certo punto e vedo alla mia destra un’insegna in marmo e la scritta RAGIONAMENTI CENTRO di CULTURA io leggo sempre RIMUGINAMENTI la leggo sempre male quella scritta quando si trova alla mia destra cioè all’andata mentre quando si trova alla mia sinistra vale a dire al ritorno dopo che sono stato da lei leggo RAGIONAMENTI strano faccio sempre questo lapsus all’andata mentre non lo faccio al ritorno forse perché prima di andare da lei rimugino e dopo che sono andato da lei ragiono o forse è una questione di emisferi l’emisfero sinistro controlla le abilità logiche mentre quello destro è responsabile delle capacità creative mi pare non sono sicuro comunque io faccio sempre lapsus ieri per esempio ho letto quattro morenti di scambio invece che quattro momenti di scambio chi sono i morenti cosa sta morendo di questo forse parlerò con lei o forse le racconterò il sogno del terremoto di Fabriano ho sognato che a Fabriano c’era il terremoto a Fabriano c’è la fabbrica della carta una volta ci sono andato in gita alle medie e ci fecero vedere tutte le fasi di lavorazione Fabriano era anche la città della mia amica Loretta è morta di cancro alle ossa Loretta a giugno del 1999 chissà cosa vorrà dire questo sogno ecco sono arrivato davanti al baretto entro e mi dirigo verso il bagno chiudo la porta a chiave e piscio nel lavandino dopo aver aperto l’acqua ci piscio da quasi undici anni in questo bar è benedetto questo bar se non ci fosse non so come farei perché io prima di andare da lei devo pisciare anche se non mi scappa sennò non sto tranquillo dopo che sono uscito da lei poi ho la vescica gonfia e se non mi libero scoppio piscio qui perché se piscio a casa sua lei penserebbe che voglio marcare il territorio come i leoni che pisciano per far sentire la loro presenza l’unica volta che pisciai a casa sua mi diede questa interpretazione e da quel giorno non ci ho più pisciato anche perché abbiamo parlato più volte del fatto che io normalmente piscio nel lavandino sia se sto a casa mia sia se sto a casa d’altri quindi è imbarazzante pisciare nel suo lavandino quando lei sa che sto pisciando nel suo lavandino esco dal bagno e poi dal bar faccio una settantina passi e arrivo a via della Trinità dei Pellegrini più che una strada è un gran cortile su cui si affacciano gli appartamenti di quattro o cinque palazzi mi fermo in prossimità della piccola sbarra del passaggio a livello ecco come sempre incrocio quella dell’ora precedente che cammina come me con lo sguardo basso in preda a fantasmi interiori ho l’impulso di baciarla in bocca anche se è brutta faccio una smorfia mi scanso la faccio passare poi passo io aggiro la sbarra arrivo davanti a un portone in ferro battuto il suo portone guardo le targhette del citofono SCRIATTOLI MUSTACCHI ARCANGELI MUGHINI Mughini è il giornalista lo vedo a volte a quella trasmissione sul calcio la domenica sera su Italia 1 l’ho sognato una notte Mughini ho sognato che andavo a cena a casa sua che sta al secondo piano due piani più giù di dove sta lei e mentre mangiavamo lui mi metteva una mano sulla coscia che era nuda perché portavo i calzoni corti questo mi ricordo di quel sogno e questo raccontai a lei che non mi diede nessuna interpretazione mi chiese a me di interpretarlo che cosa rappresenta Mughini per lei mi chiese perché le ha fatto delle avance perché secondo me è frocio dissi io anzi dissi omosessuale poi lei cercò di farmi capire per l’ennesima volta che le persone che sogniamo sono nostre proiezioni quindi Mughini rappresenta una parte di me la parte omosessuale probabilmente poi come al solito mi sono stranito e le ho chiesto se secondo lei io sono omosessuale lei ha sorriso un po’ disarmata si disarma sempre quando le faccio queste domande esplicite dirette sempre le stesse sono pazzo secondo lei? sono omosessuale secondo lei? lo so è più forte di me ma non resisto a non fargliele del resto la pago e le chiedo quello che mi pare ecco guardo la targhetta con l’interno 12 prima di spingere il pulsante mi accerto che sia proprio l’interno 12 perché ho paura di citofonare a Mughini per sbaglio visto che l’ho evocato no è proprio l’interno 12 spingo il pulsante del citofono come sempre spero che lei non ci sia che sia morta passano tre quattro cinque secondi e lei non risponde ci mette sempre tanto a rispondere che cazzo fa tra un’ora e l’altra mangia? piscia? caca? telefona? dopo circa dieci secondi lei risponde Sì? è tardi il tempo è scaduto devo fare questo pezzo su cosa mi succederà giovedì 19 aprile dalle 17.50 alle 18.00 oggi è giovedì 19 aprile e sono le 17.59 ormai e non mi è successo niente sto andando da lei e non so cosa dirò
MASSIMILIANO GOVERNI (Roma, 1962) ha fatto parte della famosa antologia Einaudi “Gioventù Cannibale” e ha pubblicato i romanzi “Il Calciatore” (Baldini & Castoldi, 1995) e “L’Uomo che Brucia” (Einaudi Stile Libero, 2000).