The FK experience

June 23, 2005

LEGGERE

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:28 pm

"I libri non mi hanno granchè aiutato a dipanare le mie matasse di significato. I dubbi si sono arrovellati prima e rinforzati poi, finché sono diventati altro: precisamente, piena accettazione dell’assurdità universale. Ma intanto leggere per me era diventata una necessità, una vera e propria droga. Non se ne esce, soprattutto se il libro diventa un ancoraggio. Ci si aggrappa alle pagine di un libro come a una scialuppa di salvataggio. E la verità diventa libro. Non perché il contenuto dei libri lo si riconosca come esempio o manifestazione di verità, quanto perché quella dei libri è l’unica verità possibile, proprio perché rappresenta in una forma spesso accattivante l’unica realtà sopportabile. Che i libri parlino di morte e di distruzione, di assenza sia di valori che di speranze, che siano essi manifesti - sommessi o urlati o in gelido elenco - della disperazione dell’uomo, o siano essi testimonianza di un dolore insanabile, i libri letti e da leggere saranno sempre meglio del rintoccare cupo dei secondi, del tempo che passa con la lentezza esasperante e accresciuta della propria intrinseca, nulla inutilità. Una vita in carcere è un’attesa senza fine di qualcosa - la morte - che non si ha nemmeno più la forza o forse il coraggio di desiderare; pertanto, con il paradosso che solo la vera sofferenza in cattività procura, l’angoscia si trasforma in un dolore talmente radicato da divenire, in una specie di estremo sussulto vitale, comunque sopportabile. Ma proprio quando diventa sopportabile, e quindi sintomo estremo di abitudine alla rassegnazione, questo dolore deve pure imboccare una via che, sebbene idealmente, porti da qualche parte, nel di fuori, nel chissà dove. E siccome nelle condizioni in cui mi sono venuto a trovare è quasi impossibile sperare in una grazia, allora l’unica strada realmente praticabile puo’ essere la coltivazione sistematica di quel poco di intelligenza che si possiede. E dunque i libri diventano non solo a portata di mano, ma anche d’anima, se un’anima ancora si possiede, se d’anima ancora si sopravvive."

(Franz Krauspenhaar - Cattivo Sangue)

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