TERZA PUNTATA (PITER)

di Riccardo Ferrazzi
(Terza e ultima puntata delle esternazioni di Ferrazzi, partite con alcune considerazioni polemiche fatte all’indomani del referendum-pasticciaccio. Abbiamo dunque un Ferrazzi sempre più incazzato, sempre più polemico, sempre più contro i radical chic, sempre meno disposto ai compromessi. Approfitto dell’occasione per ricordare che oggi alle 18.00 sono alla Libreria Archivi del 900, via Marino ang. via Ragazzi del 99, a Milano, a presentare Cattivo Sangue assieme a Raul Montanari e Gianni Biondillo. Domani sarò invece al bel locale SUD, via Solferino 33 MI, alle ore 19.30, dove Andrea Pinketts presenterà Cattivo Sangue e Ruggine di Stefano Massaron (Einaudi Stile Libero). M.U.)
Avete presente Piter, quel comico di Zelig che si presenta come proveniente da un paesino del bresciano e che cala in città al sabato sera senza riuscire mai a cuccare? Be’, vorrei eleggerlo a eroe di questa terza puntata.
Prendiamola un po’ larga: noi siamo tutti (credo) persone informate, che vivono in grandi città, leggono, discutono e si formano opinioni. Ma una persona intelligente, colta e moderna, una persona che legge libri per nutrire lo spirito, quando si è ben pasciuta di quel cibo che solum è suo et che essa nacque per lui, che fa ? Si limita a bearsi di sè ? Si mette davanti allo specchio e si loda e si imbroda ? Spero proprio di no. Come minimo, dovrebbe trovare il modo di mettere il suo ben pasciuto spirito al servizio dei tanti Piter che, dopo aver lavorato dieci ore al giorno in fabbrica, non hanno nessuna voglia di passare il sabato sera a meditare sull’islamismo sufi o sul monetarismo di Milton Friedman. Ma qui casca l’asino. La persona colta, intelligente e moderna, se davvero avesse queste pie intenzioni, dovrebbe innanzitutto dedicare del tempo a studiare i milioni di Piter che lo circondano. Dovrebbe cercar di capire come mai, dopo aver lavorato di braccia per tutto il giorno, i desideri e le aspirazioni del nostro frustrato personaggio si dimostrano così spiacevolmente elementari. Diavolo, non c’è mica bisogno di essere Einstein: una persona intelligente, colta e moderna, non capisce che Piter è stato a testa bassa per tutta la settimana e adesso ha soltanto voglia di provare qualche emozione ? Perché non dargliela, magari sotto forma di film, di fiction, di reality, di quello che vorrà (che vorrà Piter, non il sentenzioso intellettuale) ? Se siamo davvero intelligenti, oltre che colti e moderni, riusciremo a far sì che in mezzo all’audience qualcuno cominci a porsi domande non banali, che almeno un sabato all’anno Piter cali a Brescia non per andare in discoteca ma per andare a teatro. E invece no. La persona intelligente, colta e moderna (uffa, chiamiamola col suo nome: il radical chic) non si abbassa. Lui è un fine intellettuale, nutrito di buone letture, perché dovrebbe insozzarsi con le rozze libidini della plebaglia ? Perché dovrebbe perdere tempo a domandarsi come mai Piter guarda i feuilleton della Venturi o i programmi della de Filippi ? No, per il radical chic la democrazia sta bene, ma a patto che gli intellettuali siano più uguali degli altri. I diritti, per lui, sono come l’albero della cuccagna: dolciumi e salame per tutti, basta arrampicarsi. Ma chi non vuole arrampicarsi è un cretino e peggio per lui. Chi resta giù perché preferisce il cinema, la discoteca, la figa, è un imbecille e non vale la pena di spiegargli cosa perde. Insomma, chi non fa come noi è uno stronzo e vada a farsi fottere. Poi si scopre che Piter vota Lega e magari, udite udite, va a messa e prega per Ratzinger ? Oltre che stronzo è anche un venduto, un infame, un becero individualista guerrafondaio ecc. ecc., e chi se ne frega se i Piter fanno il 50% e a volte anche di più. Povero Piter ! E pensare che dal 1789 in poi tutte le rivoluzioni sono state fatte per te ! Doveva arrivare il terzo millennio per mostrare che i veri reazionari sono i radical chic.