SUI COMMIATI
Su Nazione Indiana Antonio Moresco si è accomiatato; da una realtà - la stessa NI- che lui ha creato insieme ad altri due anni e mezzo fa. Di seguito Tiziano Scarpa, Gianni Biondillo e Raul Montanari, ciascuno con le sue motivazioni, hanno fatto conoscere la loro decisione di fare altrettanto. Chi ne sarà interessato puo’ leggere i post ovviamente sul multiblog. Di seguito inserisco qui un mio commento, già presente su NI, nel quale - in estrema sintesi - dico cosa ne penso, con le opportune variazioni.
Dico la mia dopo essere stato abbagliato da questo - per me - fulmine a ciel sereno ( o quasi): io ho trovato in Nazione Indiana una forte motivazione, fin dall’inizio; quando mi è stato chiesto di farne parte, sotto lo scorso Natale, ho accettato con entusiasmo. Ho cercato di fare quello che potevo. Non mi sento appartente a nessuna classe; o meglio, soltanto a quella degli spiriti liberi. E penso che una realtà come questa non possa, non debba chiudersi da un giorno all’altro. Ci sono stati scazzi pesanti, come ha ricordato Raul, è vero. Pensavo che tutto si potesse ricomporre.
E poi: proprio in un momento come questo, di confusa "restaurazione" (chiamiamo la situazione ognuno come vuole, la realtà è sotto gli occhi di tutti), i fondatori di questa realtà che non è certamente solo virtuale (anzi) cosa fanno? Chiudono? Io credo fermamente nel valore della "condivisione nelle diversità"; e questo valore fa parte, a mio modo di vedere, di ciò che di più importante NI ha saputo finora esprimere. E adesso, pover’uomini? Molliamo la presa? Proprio adesso? Perchè invece non ragionare sulla possibilità di ricomporre i cocci, guardando alla possibilità - reale, non solo teorica, perchè qui non si tratta di avere belle speranze, ma di tenere stretta in pugno una possibilità di miglioramento nel senso di un allargamento del campo "visivo"- di andare ancora avanti, con orgoglio? Se i fondatori se ne vanno tutti gli altri - a effetto domino - devono cadere uno in fila all’altro? A questo Moresco ci ha pensato? Io, per parte mia, se proprio non se ne andranno tutti o quasi, in questa "casa" vorrei rimanere. E poi, ancora, come ha fatto notare Raul, ci sono forze "fresche" di grande valore che potrebbero inserirsi. Per concludere, e lo dico con affetto: a me questa di oggi pare una specie di dichiarazione di resa, a guardarla con crudezza. Con tutto il rispetto, non mi pare coerente.