MIDDLE CLASS BLUES

di Hans Magnus Enzensberger
Non possiamo lamentarci.
Abbiamo da fare.
Siamo sazi.
Mangiamo.
Cresce l’erba,
il prodotto sociale,
l’unghia delle dita,
il passato.
Le strade sono vuote.
Le chiusure sono perfette.
Le sirene tacciono.
Questo passa.
I morti hanno fatto il loro testamento.
La pioggia è cessata.
La guerra non è stata dichiarata.
Questo non è urgente.
Noi mangiamo l’erba.
Noi mangiamo il prodotto sociale.
Noi mangiamo le unghie.
Noi mangiamo il passato.
Non abbiamo nulla da nascondere.
Non abbiamo nulla da perdere.
Non abbiamo nulla da dire.
Abbiamo.
L’orologio è caricato.
La vita è regolata.
I piatti sono lavati.
L’ultimo autobus sta passando.
E’ vuoto.
Non possiamo lamentarci.
Cosa aspettiamo ancora?
(Hans Magnus Enzensberger (1929) nato a Kaufbeuren, è uno dei più importanti poeti e scrittori tedeschi. Conscio che la crisi in cui si dibattono i poeti contemporanei – incerti tra la poesia dell’”essere”, il manifesto e il mercato culturale- non è risolvibile con l’assoluta rinuncia all’arte, HME ha sempre più scisso la poesia pura dall’attivismo politico. Il linguaggio lirico di Enzensberger, complesso ed elaborato, ha toni esoterici che suggeriscono tuttavia un messaggio di disperazione: Verteidigung der Woelfe (Difesa dei lupi, 1956), Landessprache (Lingua nostra, 1960), Blindenschrift (Scrittura per ciechi, 1964). (Note da “Poesia tedesca del Novecento” BUR, 1977).