The FK experience

May 23, 2005

PANE E CICORIA

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 8:30 pm


di Riccardo Ferrazzi

(E’ ancora lunedì, e si, forse ci vuole un surplus di ottimismo, non si sa mai… E dunque eccovi un nuovo pezzo di Ferrazzi, sempre più critico, cinico, polemico, impietoso. Buona lettura. M.U.)

Delle tante malattie che avvelenano la politica italiana quella che va più di moda è la sindrome del “vai avanti tu, che a me scappa da ridere”. Non dovrei dirlo ? Sono irriguardoso nei confronti di uomini politici che, in fin dei conti, fanno ogni sforzo per mettere insieme una coalizione capace di dare al Paese un governo ? Lo confesso: ho paura. A sinistra, i partiti di qualche consistenza sono la Margherita, i DS e Rifondazione. A capo di ciascun partito ci sono tre persone di indubbie capacità che però sono arrivati alla segreteria in circostanze anomale e ci rimangono in bilico, esposti a ogni stormir di vento, grazie al permanere di circostanze non meno particolari. Non è un mistero che Fassino sta lì finché D’Alema e Veltroni (i due veri padroni del partito) non si decidono ad accordarsi o a scontrarsi in duello. Personalmente mi dispiace perché Fassino mi è più simpatico degli altri due, ma temo proprio che non abbia speranze. Non è un mistero che Bertinotti è arrivato alla segreteria di Rifondazione chiamato da Cossutta (che stava perdendo il controllo sull’ala movimentista del partito), ha gestito la scissione con scarso entusiasmo, ha cercato senza successo di addomesticare i no global, e quando ha cercato di prendere un’iniziativa “governista” si è ritrovato contro quasi metà del partito. Visti i precedenti, una mezza campana a morto. Non è un mistero che Romano Prodi, ufficialmente “capo di tutti i capi”, non ha un partito suo e non è capo di niente. Quanto sia scarso il suo peso politico si è visto l’altra volta: eletto dal popolo a suon di voti, è stato rovesciato con una congiura di palazzo ed esiliato a Bruxelles (dove non si è coperto di gloria) in modo da impedirgli di “disturbare i manovratori”. Da allora non è cambiato niente: Prodi si trova esattamente nelle stesse condizioni di dieci anni fa. Ed è forse un mistero che il recente “strappo” del mangiatore di pane e cicoria (oh poverino !) è stato manovrato e imposto da Franco Marini e dagli altri baroni delle tessere di scuola democristiana ? Si dirà: vabbe’, ma chi se ne frega ? Alle prossime elezioni Berlusconi lo buttiamo giù lo stesso ! Già. Ma poi ? Voglio dire, proprio il giorno dopo.

Sono mesi che a Bologna un po’ di brave persone stanno facendo finta di elaborare un programma (nel più totale disinteresse delle segreterie dei partiti). Ma non sono stati individuati neanche tre o quattro punti forti sui quali riformisti e radicali siano unanimi senza se e senza ma. Non li hanno trovati alla Fabbrica e meno ancora nelle segreterie, nei congressi o nelle tavole rotonde. Come si potrà chiedere agli uni e agli altri di mettere tra parentesi gli inevitabili contrasti quotidiani per non compromettere gli obbiettivi comuni, se di obbiettivi comuni non c’é neanche l’ombra ? Insomma: dov’è la politica ? Si dirà: ma no, vedrai che due o tre mesi prima delle elezioni il programma salterà fuori. Grazie. Lo so anch’io che un programma ci sarà. E bello grasso, gonfio, prolisso. Tanto che non lo leggerà nessuno. Saranno almeno cento pagine, con centocinquanta punti, che indicheranno altrettante “priorità” (graduale messa in ruolo dei precari, incentivi alle fonti di energia rinnovabile, imposta sulle telenovelas, tutela della mortadella doc, sviluppo della tradizionale amicizia italo-boliviana, ecc. ecc.). È pessimismo prevedere che in queste condizioni si ripeterà la tragicommedia dell’altra volta ? Il prossimo governo si troverà di fronte al dopo Bush, al dopo Schroeder, al dopo Blair e al dopo Chirac. Forse anche al dopo Putin. Serve una politica. Servono principi chiari, solidi e condivisi, altro che un programma-enciclopedia messo insieme tre mesi prima delle elezioni. E ci vogliono leader forti, possibilmente carismatici, altro che volonterosi mangiatori di pane e cicoria mandati avanti perché ai pezzi grossi scappa da ridere !

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