PRERECENSIONE DE "CON LE PEGGIORI INTENZIONI"
(Tornano a grande richiesta (?) le Prerecensioni. Qui si recensisce prima di vedere, leggere, ascoltare. E poi non si vede, non si legge, non si ascolta. Qui si fa come da molte parti. Solo che lo si dice prima. Lo si pre-dice, ecco).
Il libro dell’anno.Ne hanno parlato tutti. Ma tutti chi? Quelli che l’hanno letto e quelli che non l’hanno letto. "Prerecensioni" a fottere, come se piovesse. Ci rubano il mestiere! Qui sono cazzi! L’Uffenwanken si sente defraudato! Alcuni gridano al capolavoro, altri al dopolavoro. C’è chi sale e c’è chi scende, c’è chi dice "al lupo al lupo" e chi allupo allupo… Da un punto di vista politico questo fortunato esordio ci pare orientato a destra. Ma cos’è la destra? E cos’è la sinistra? (Direbbe Gaber se fosse ancora vivo, ma ci restano le registrazioni, ci resta il documento sonoro del suo sentimento, nevero, di schifo e di disincanto, ri- nevero). Dunque? Dunque niente. Abbiamo letto soltanto una pagina, la prima. In libreria. L’attacco. L’incipit. Anzi no, il bicipit. Ci è parso scritto molto bene. Un’amica puo’ testimoniare. A futura memoria. Sono Memory Corso, sono il Mariolino Pane e Vino. Sono un Piccolo Corso solo che sono un po’ più alto di quello grande, del Napo Orso Capo. E dunque? Un libro che si spunta a matita Faber Castell da Philip Roth, fors’anche da Henry Roth, diciamo anche da Joseph Roth? E se ci fosse di mezzo anche David-Lee Roth, ex Van Halen? L’attacco è importante. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Con le peggiori intenzioni è un romanzo che, con le migliori intenzioni, ha sbancato le classifiche. Ora non c’è solo Faletti, non c’è solo il solito thriller, il solito giallo, i soliti crimini e i soliti misfatti, e che Woody Allen ci perdoni assieme al suo strizzacervelli. Perchè entra in classifica e scalacomescala, senza più la povera Delia, ma avacomelava, senza nemmeno più le vecchia Ava (Gardner), il romanzo familiare. Romanzo borghese? Romanzo de Il Borghese? Il borghese gentiluomo? Superomismo yiddish? Bellow se ne è andato. Dov’è? In Paradiso. Amen. Ci ha lasciati. Con le migliori intenzioni. Se è per questo ci ha lasciati anche il Papa, mi pare che se ne sia parlato. Anche lui con le migliori intenzioni. E sul libro di Piperno tanti rosicano. Perchè chi non rosica non rosica, questo è chiaro. E chi non risika? E il cubo di Rubik? E il culo di Kubrick?
(Nella foto: Franco Piperno)
Tra poco meno di un mese uscirà il mio nuovo romanzo (il terzo).



di DJ Franzesko
Esce oggi in tutte le librerie della Nazione Divisa (anche se meno di prima, i risultati elettorali parlano chiaro) l’ultimo Montanari. Cioè, l’ultimo romanzo del mein Freund Raul Montanari. Titolo: La verità bugiarda. Io l’ho letto, e devo dirvi che questo libro spara dritto come una 38 Special con pallottole per nulla spuntate. Se vi piace il noir esistenziale, se volete sentire scorrere sulla fronte il brivido anche dell’intelligenza, se amate la scrittura affilata, sospesa e nitida, se il dolore vi fa paura ma andate avanti lo stesso perché siete dei duri, se amate le storie crude e crudeli e senza respiro (e fino all’ultimo) leggetevi (d’un fiato, sarà inevitabile) La verità bugiarda. Un Montanari ancora migliore, a mio avviso, del precedente, quello “western-lacustre” di Chiudi gli occhi.