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April 20, 2005

COMUNICATO STAMPA

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 1:26 pm

 

  (Ricevo da Roberto Saviano e pubblico. M.U.)

Pignataro Maggiore (CE) - comunicato stampa del 19 aprile 2005

MINACCE DI MORTE AL GIORNALISTA ENZO PALMESANO:

MERCOLEDI’ 20 APRILE ALLA SBARRA IL BOSS PIETRO LIGATO

Pignataro Maggiore (CE) – Nuova udienza, mercoledì 20 aprile 2005, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dottor Battaglino, del processo a carico di Pietro Ligato (esponente di spicco del clan Lubrano-Ligato), accusato di minacce di morte nei confronti del giornalista Enzo Palmesano, punto di riferimento della battaglia anti-clan a Pignataro Maggiore e nell’Agro caleno. Saranno ascoltati alcuni testimoni.

Pietro Ligato è imputato “a) in ordine al reato previsto e punito dall’articolo 612/12 e dall’articolo 339 del Codice penale perché minacciava a Vincenzo Palmesano, giornalista del posto, un ingiusto danno grave, facendo recapitare a quest’ultimo a mezzo raccomandata postale avente numero 3383, spedita dall’ufficio postale di Vitulazio, un plico contenente una cartuccia calibro 9 nonché uno scritto riportante le seguenti frasi: ‘Bastardo mettiti un cerotto sulla bocca se no sei morto. La tua vita è nelle nostre mani. Comportati bene’; b) del reato previsto e punito dall’articolo 697 del Codice penale perché deteneva una cartuccia calibro 9 senza averne fatta la prescritta denuncia all’Autorità. In Pignataro Maggiore, accertato il 21 settembre 1998”.

Pietro Ligato è difeso dall’avvocato Pietro Romano; Enzo Palmesano si è costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Piccolo (di Luigi).

Figlio di uno dei boss più importanti della storia della camorra (Raffaele Ligato) e nipote del potente capomafia Vincenzo Lubrano (alleato dei “corleonesi”), Pietro Ligato è tra l’altro noto all’opinione pubblica per un agguato nel quale fu ferito, nell’ambito di un regolamento di conti con il “clan dei casalesi” per la gestione del racket delle estorsioni; per l’arresto (con Giuseppe Lubrano, figlio di Vincenzo Lubrano) nell’inchiesta sull’omicidio di Raffaele Abbate, padre del collaboratore di giustizia Antonio Abbate, avvenuto a Pignataro Maggiore il 26 gennaio del 2000, nel Parco Fucile (l’ordine di custodia cautelare per l’omicidio Abbate fu poi annullato dal Tribunale del Riesame); per l’arresto, con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso, nell’ambito dell’inchiesta sul clan Massaro di San Felice a Cancello.

CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

(Nota: altre notizie sul giornalista Enzo Palmesano, a cura di Roberto Saviano, sono reperibili su Nazione Indiana: http.//www.nazioneindiana.com/archives/000975.html)

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