The FK experience

April 14, 2005

LA CADUTA

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 6:19 pm

Pare che sia arrivato. "La caduta", film tedesco sugli ultimi giorni di Hitler con l’attore svizzero Bruno Ganz e uscito in Germania nell’ottobre scorso tra grandi polemiche, sarà tra breve anche nei nostri cinema. E’ passato addirittura in Israele. Ma qual’è il problema? Il problema - sollevato soprattutto e con forza da Wim Wenders- è che il film tenderebbe a "umanizzare" la figura di un demone della nostra storia più recente, autore di ferite mortali non ancora rimarginate. La macchina da presa sosterebbe con intensità sulla figura umana di Hitler, ne farebbe un ritratto non solo d’orrore, ma di caducità umana. Non più quindi - o soltanto- espressione del male assoluto, incarnazione del diavolo sulla terra (figura speculare a quello di Cristo, incarnazione di Dio). Perchè Hitler è nel nostro immaginario qualcosa di sideralmente lontano dall’essere umani. E’ una figura, un simbolo, un paradigma nero. Per la prima volta in maniera davvero attenta il cinema porterebbe sullo schermo il dittatore nazista e ci farebbe entrare anche nelle piccole cose umanizzanti della sua fase di vita terminale. E questo significa - da qualunque parte la vogliamo mettere- proprio "umanizzare". Ma quanto puo’ essere negativo tutto questo? Io non ho una risposta, e non solo perchè il film non l’ho ancora visto. Certamente, qui si tratta di un’opera artistica, di un film, per l’ appunto: ma sappiamo bene che il cinema (e lo sapeva bene anche Hitler stesso) è uno strumento potentissimo anche di persuasione, certamente di fascinazione. Non so se "umanizzare" Hitler attraverso l’indiscussa maestria di Bruno Ganz e degli altri attori del film sia un’operazione di puro spettacolo cinematografico: certo, il sospetto che - dato il personaggio - ci sia stato alla fonte un calcolo non politico ma perlomeno di puro cinismo "produttivo" c’è. Non resta che andare a vedere, comunque. In realtà un film sulla caduta del dittatore era già apparso sugli schermi, più di trent’anni fa: "Gli ultimi dieci giorni di Hitler", diretto dallo sceneggiatore Ennio De Concini, con il grande Sir Alec Guinness. Ma quello era un Hitler prodotto in Italia, interpretato da un inglese; un Hitler in certo modo teatrale e doppiato, un Hitler quasi parodistico, in qualche modo irreale. Dalle poche sequenze che mi è capitato di vedere in tivu, quello di Ganz e del regista Hirschbiegel è un dittatore "realistico" nella sua rappresentazione. Ed è interamente, di lingua e di produzione, tedesco.  

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