The FK experience

March 24, 2005

WANDA RIPASSA

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 3:22 pm


di Angela Bruno

(Ricevo da Vins Gallico questo racconto e volentieri pubblico. Buona Lettura. M.U.)

Sono in città, ripasso.

Firmato:Wanda.

Wanda allora è di nuovo in città, ripassa.

Carla tiene in mano tre fagioli e il messaggio, scritto di fretta su uno scontrino sgualcito.

I fagioli sistemati tipo triangolo, al centro dello scontrino dove avverte che: è in città, ripassa. Più che legumi, sembrano pietre smaltate.

-Ma che cazzo di colore c’hanno?! – pensa Carla che li studia e sorride.

Ce l’ha davanti agli occhi la scena: Wanda, persa tra le bancarelle di un mercato messicano, con il naso immerso in un sacco di juta pieno di fagioli colorati (apparentemente identici), tutta intenta a scovare i più belli. Immagina la faccia incredula del messicano, abituato all’insensatezza e alle stravaganze dei turisti fricchettoni, quando lei, alla fine dell’estenuante selezione, gli si avvicina vittoriosa, gli mette in mano i tre fagioli per pesarli e gli dice sorridendo: ci ho messo un muy tempo, ma ne valeva la pena, no? Questi sono davvero belli, quant’è?

La sua amica, a Carla, le fa sempre quest’effetto, la fa sorridere, forse perché regala i colori, i più belli.

I vicoli del Born si devono attraversare con calma, alla luce del tramonto. Ne avevano discusso durante una passeggiata, poco prima che Wanda lasciasse Barcellona per andare in Messico. Dalla chiesa di Santa Maria del Mar a Carrer nou de Sant Joan, dove abita Carla, Wanda c’impiega più di un’ora a percorrerlo. In linea retta sarebbero pochi metri. Sarebbero.

- È che bisogna rispettarle, le vie, capisci? Attraversarle ad una certa ora e solo in una determinata direzione, quando la luce le rende merito e le veste. Senza la luce giusta, le vie sono nude, tranci di pietra.

Non mi segui? Tu, al mattino, senza trucco, il fiato che sa di aceto, il pigiama di acrilico, da chi ti vorresti fare vedere?

E allora Wanda zigzaga per le sue vie del Born, rispettandone la femminilità, cercando di individuare la direzione giusta, la prospettiva migliore.

Alle sette e dieci Wanda suona al citofono a casa di Carla.

Carla la sente salire le scale, bussare alla porta.

-Entra, è aperto!- fa Carla dal soggiorno.

Poi rumori, una valanga. La porta sbatte, il portaombrelli catapultato dall’altra parte del minuscolo ingresso, spiccioli che cadono in terra, una bottiglia di Rioja, quella appena comprata alla Tienda sotto casa, in frantumi sul pavimento e Wanda che urla un - Cazzo!- volante al tappeto.

- Cazzo, cazzo, cazzo! – continua da terra.

- Dai, lascia stare – fa Carla senza muoversi dal soggiorno - facciamo dopo, vieni a salutarmi!

- Mi dispiace, ma che cazzo, non è stata colpa mia, è che….- Wanda arranca mezza zoppicante.

- Lo so, lo so, lascia stare, il portaombrelli t’ha fatto lo sgambetto.

Si abbracciano ridendo.

- Allora, racconta…

- Carla, il Messico, non hai idea, i profumi i colori la gente l’oceano e poi una volta mi sono dovuta nascondere in un camion sotto le patate perchè la polizia… io ero coji zapatisti in un villaggio… poi la polizia… mi sono nascosta, e poi il subcomandante. Si, Carla, gliel’ho data, ma, Carla, ‘sti cazzi, ho pensato è il subcomandante! Almeno credo, non si è levato il passamontagna…. ma Carla, ‘sti cazzi. E poi i bambini il cibo tutto diverso un altro mondo la musica la gente i profumi i colori.

Basta poco, Carla, basta poco, sono felici lì, basta molto poco. E poi c’era una signora che vendeva le torte per strada, buonissime. Ho registrato tutto su un nastro, ho pensato che le foto non rendono, e poi che palle quando ti fanno vedere le foto. Ho registrato il Messico. I suoni delle mulattiere, che quelle non sono strade sono mulattiere, bellissime, le cascate il signore che vende il liquore… Carla, non hai idea!

Carla non ha idea, non l’avrà, lo sa, Wanda non è capace a raccontare. Non saprà mai come sono andate le cose col subcomandante, non saprà delle patate dei profumi i colori la gente l’oceano non saprà nulla dei suoi incontri, delle serate in spiaggia, non saprà niente.

Eppure ora guardando Wanda, mezza addormentata sul divano, ammansita da tre tiri di canna, a Carla quasi pare di poterlo vedere il Messico.

- Ma come fai?- sussurra Carla

- Hai visto i fagioli? Erano i più belli! - bisbiglia Wanda nel dormiveglia

Carla sorride, a lei Wanda fa quest’effetto.

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