DESTRA SURREALISTA
Avrete sicuramente letto e sentito parlare dello sciopero della fame di Alessandra Mussolini. Una che, con un cognome così, può dire ciò che vuole… In effetti la nipote del Duce di strada ne ha fatta: dal cinema di serie B anni 80 al Parlamento della Repubblica delle Banane. E’ una specie di femminista di destra, e questo a mio parere non è il male assoluto. Non credo che il femminismo debba essere per forza appannaggio esclusivo della sinistra. Nonna Rachele era brava in cucina e nell’allevamento dei figli ma, a quanto pare, faceva paura a nonno Benito tra le pareti domestiche, matterello in resta. Altro che manganello, diciamoci la verità…
Ora, la questione delle firme false che ha buttato fuori strada il terzetto nero (soprattutto di rabbia) di Alternativa Sociale (Mussolini, Tilgher, Fiore) ha davvero dell’ incredibile: c’è qualcuno che ha fatto firmare anche i morti. E morti non tutti di destra, se andiamo a scorrere qualche nome.
Siamo in pieno surrealismo. L’altro giorno, camminando per la mia zona vedo un camper pieno di manifesti targati Alleanza Nazionale; e fin qui niente di strano, anzi. Ma cosa c’era scritto sotto il premiato logo del partito di Fini? “Almirante”, ecco cosa c’era scritto. Quando Giorgio Almirante è morto me lo ricordo bene, si era verso la fine degli anni 80. Sono passati – ridendo e scherzando per modo di dire- 17 anni. E ora il vecchio leader defunto del M.S.I. viene a dar man forte al suo delfino dall’aldilà o zone limitrofe o dal nulla, viene cioè a dare man forte da morto al leader vivo e vegeto di un partito che più democristiano non si può? Non mi stupisco più di niente ma non ci posso credere… Non ho voluto indagare. I morti sono morti, oltretutto. E in fondo, a ripensarci bene, è pur vero (anzi sacrosanto) che fu Almirante a volere Fini alla guida della segreteria del partito, mentre lui ne diventava il presidente per quattro mesi prima della scomparsa, avvenuta nel maggio dell’88. L’ho però raccontato, di questo incontro coi manifesti del leader defunto, agli amici del bar, tutta gente incazzata nera con Berlusconi per varie ragioni che non sto qui a elencare, potremmo far notte e in fondo si tratta delle solite cose inconcepibili per un paese che si autodefinisce, con enorme faccia tosta, civile e democratico. Gli amici del bar, tutti distinti signori con un pelo così sullo stomaco, non hanno fatto una piega: sono abituati a tutto, loro, anche perché, quasi tutti, sono più vecchi di me.
Alessandra, la pasionaria della destra diciamo così sociale, ha passato una settimana di passione scolandosi 6 cappuccini al giorno, che in fondo non dev’essere poi così male pensando anche al fatto che l’estate tutto sommato non è lontana e la prova bikini, di conseguenza, nemmeno. Zia Sophia Loren da Ginevra le raccomandava di stare su, che alla fine del tunnel del digiuno le avrebbe preparato “la genovese”, piatto tipico della cucina napoletana, il preferito della nostra fintabionda bionica romagnolputeolana. La quale è una che non scherza, di questo ne sono abbastanza sicuro. Buon - o cattivo- sangue non mente. Lei, ne sono quasi sicuro, pensa costantemente al nonno, a quando i treni arrivavano in orario, a quando la nonna metteva tutti in riga tra le pareti domestiche e a quando il nonno, per dare l’esempio durante la guerra sciagurata e mondiale nella quale s’era infilato sperando di farla franca (mica come Franco, insomma…) ai figli non sganciava nemmeno mezza tavoletta di cioccolato. Come si fa a darle torto? Si chiama Mussolini, mica Pannella: anche se ultimamente il Radicalmarco Nazionale è diventato il suo dietologo di fiducia.
E come si fa a non riderne? La destra di questo paese s’è ridotta a queste squallide piazzate, di cui quest’ultima è forse una delle più volgari, delle più assurde. Storace, che è più intelligente del vecchio e quasi omonimo Starace del fascismo (non ci voleva poi molto, a dirla tutta) pare che abbia giocato la sua partita truccata con tutte le sue carte false in mano. Magari con qualcuno che da sinistra gli teneva bordone per fare fesso il cartaio… D’altra parte il lider maximo della coalizione della nostra bella destra cosa fa, da sempre? Che fa, l’uomo che non deve chiedere mai lo sconto? Il Robin Hood alla rovescia? L’espropriatore antiproletario?
Fini tempo fa ha fatto pace con gli Ebrei. Anzi, con Sharon siamo arrivati decisamente al “pappa e ciccia”. S’è calato sul tinto coppino la sua kippah d’ordinanza e chi s’è visto s’è visto. Il fascismo è stato un errore, anzi peggio. Peccato che il suo maestro, e qui torniamo ad Almirante, aveva condannato le leggi razziali già trent’anni fa o forse più. Ma, è ovvio, ciò che conta è fare le cose giuste al momento giusto e soprattutto con le persone giuste e al posto giusto.
E intanto io penso a quel maledetto camper con tutti quei manifesti di Almirante appiccicati su tutti i fronti. E nel 2005. E mi viene da ridere davvero amaro. E mi viene anche da pensare che, in poco meno di 20 anni, è proprio cambiato tutto. E io sono diventato un elettore della sinistra per disperazione: e forse di sinistra – anche se soltanto nello sgabuzzino elettorale- così è giusto diventare: per disperazione, per rabbia, per mai doma sete di giustizia. Se non si è dei “compagni in Jaguar”, beninteso, se non si è dei sussiegosi radical-chic da Dom Perignon Rosso, questo per me è chiaro come il bel sol dell’avvenire…
Non mi faccio illusioni nemmeno sulla sinistra, me ne guardo davvero bene; non so più dove posizionarmi politicamente da tanti anni; e la destra come l’ho sognata io da ragazzo non esiste più da almeno, guarda un po’, un ventennio… Anzi, è molto probabile che non sia mai esistita. S’è proprio trattato d’un sogno giovanile, si, è così; è stata tutta un’illusione, anzi è stata proprio un’allucinazione. E’ però anche vero, a mio avviso, che quella destra targata M.S.I., che di difetti e di zone d’ombra ne aveva a caterve, che era indietro su di un sacco di questioni e “non rinnegava” le sue origini, era un partito che faceva pur sempre opposizione. Faceva ostruzionismo, combatteva a suo modo contro il sistema. Non era davvero poco, ripensandoci oggi. Un sistema, quello di allora, che somigliava tanto a quello attualmente in auge. Forse era un sistema un po’ meno impresentabile dell’attuale, ecco… Era fatale per certi giovani idealisti che maledettamente a ragione non credevano nella truffa (per non dire di peggio) del comunismo, e che disprezzavano il democattolicume di regime, andare a cercare un ideale rifugio “di protesta”nel M.S.I. Niente nostalgie, per quanto mi riguarda, sia ben chiaro: tanto meno per quel vecchio motto che snocciolava Almirante e che oggi mi suona piuttosto sinistro: “Vivi come se tu dovessi morire subito; pensa come se tu non dovessi morire mai”. Buono per un orgoglio giovanile tutto da costruire, in sostanza. Buono per i merli ignorantotti che eravamo.
Io invece credo tuttora nel teorema a prova di bomba di un altro vecchio uomo di destra, in fondo un moderato; uno che soprattutto alla fine della sua lunga vita un buon esempio di ragionevole anticonformismo ce lo ha pur dato, menando tra l’altro terribili fendenti in direzione Arcore, calci nelle palle che i signori della nostra cara, “amabile” sinistra non si sognano nemmeno di sferrare, impegnati come sono, tra un girotondo e l’altro, a far finta di esserlo, di sinistra. Parlo di Indro Montanelli: puoi fare qualcosa per te stesso solo in cabina elettorale; e là dentro turati il naso con tutta la forza che hai e vota per l’accozzaglia di lanzichenecchi meno orribile presente sulla piazza della nostra sciagurata politica.