The FK experience

March 18, 2005

LETTERA A CHARLIE

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 3:10 pm

9 Marzo 2005

Caro Charlie,

fanculo, ti rendi conto che sono undici anni che stai lì sottoterra? Noi qua, quelli che stanno sopra, incominciamo lentamente a dimenticarci di te. Te lo dicevo che non ti conveniva morire. Ma tu no. Sempre di testa tua.

Quando avrò finito questa lettera magari non te le spedisco, magari la brucio, bevendoci su un bicchiere di Montepulciano (anch’io faccio delle eccezioni alle regole di tanto in tanto). Se li hai fregati e sei capitato in cielo (ma forse in questo caso sono stati loro a fregare te!), ti beccherai le esalazioni del fumo, i ghirigori che salgono su, la densità del niente; se invece ti ritrovi ad abbrustolirti le chiappe all’inferno (come credo fosse tuo desiderio e convinzione) confido nella comunicazione tra fuochi.

C’è stato un periodo della tua vita, caro il mio Charlie, che non facevi altro che bere, ti sbronzavi, vomitavi e ricominciavi. Allora non avevi una casa e stavi in giro cincischiandoti nei pub, facendo il pieno tutta la notte. Di giorno andavi in biblioteca e schiacciavi un pisolino. Nel tardo pomeriggio, dopo il caffè alle macchinette, davi un’occhiata ai libri, a volte un manuale di teologia o un saggio di matematica. Mi ricordo di quando t’eri fissato con la geografia e l’ortopedia. Poi hai scoperto John Fante. Eri euforico appena cominciasti a leggerlo, ti piacque un casino e così, la decisione di riprendere a scrivere. E ci hai dato sotto con le poesie, i racconti, qualche romanzo, cazzi, fighe, cavalli, dollari, puttane, vino.

E sei diventato famoso, Charlie, sei diventato il signor scrittore Charles Bukowski. E io, ah, Charlie, quanto t’ho imitato, sempre a spappolarmi il fegato, a sputare l’anima, un bicchiere dietro l’altro. Poi ho capito che non sarei diventato come te, nonostante le notti insonni, il vino e John Fante. E ho lasciato perdere. Scrivevo solo stronzate. Ma non forti come le tue.

Adesso vado a letto alle nove di sera, faccio yoga e mangio tanta insalata.

E sono ancora vivo, caro vecchio Charlie, mentre tu schiattavi undici anni fa. Chi ha fatto meglio?

Ovunque tu sia, questo goccio di Montepulciano, prodotto con uva biologica, è alla tua. Stammi bene, Charletto.

Vins Gallico.

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