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gennaio 28, 2005

CARLO AZEGLIO CIAMPI VS VINS GALLICO

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 7:45 pm

di Vins Gallico

VG: Be, Carlo Azeglio, ti vedo provato. Ti sei preparato il discorsetto per la giornata della Memoria?
CAC: Come no? Lo tengo in tasca. Sarà qualcosa di molto toccante.
VG: Per quanto mi riguarda gradirei non essere sfiorato, che non so come reagirei…
CAC: Senti qua, cittadino Gallico, sono cose che ti riguardano, nonostante la tua giovane età. Ti leggo un paio di passaggi. Ad esempio beccati questa: “Le leggi razziali fasciste del 1938 segnarono anche il più grave tradimento del Risorgimento e dell’idea stessa della Nazione italiana al cui successo gli italiani di origine ebraica avevano contribuito in modo determinante, da Daniele Manin a Ernesto Nathan, primo sindaco di Roma”.
VG: Guarda, Carlo Azeglio, io sinceramente con tutto il rispetto per Manin e Nathan non mi metterei a fare nomi. Se no ti tocca citarne altri sei milioni. Più che altro ‘sta storia dell’idea di nazione italiana mi sembra un po’ una stronzata. I fascisti erano italiani, hanno collaborato al progetto nazista, si basavano sull’idea di nazione italiana.
CAC: Dilla colla lettera maiuscola la parola Nazione, quando parli, cittadino Gallico. E sappi che come dico io nel mio discorso non possiamo dimenticare “il comportamento della gran parte dei militari italiani internati che rifiutarono di collaborare, accettando la prigionia e talvolta anche la morte pur di mantenere fede alla parola data con il giuramento di fedeltà alla Nazione italiana”.
VG: Carlo Azeglio, ma proprio oggi mi dici ‘ste cose? E allora i soldati che consegnarono gli ebrei ai nazisti, li fecero salire sui treni, li sperdono nei KZ? Oppure siamo ancora co’ ‘sta storia “Italiani, brava gente”?
CAC: Vabbe’, cittadino Gallico, vedo che sei uno di quelli colla testa di legno. Erano i nazisti i cattivi e non noi. Comunque, come si legge anche nel mio discorso, la fine della seconda guerra mondiale “ha segnato anche la fine degli orrori del nazismo”, ha sollevato un sentimento di liberazione “non solo dai lutti della guerra ma anche dalla persecuzione di un popolo e di un’intera civiltà, quella ebraica: una tragedia nella tragedia che non abbiamo saputo evitare”.
VG: Ma, scusa Carlo Azeglio, non è che a furia di liberarci poi ci scorderemo come è andata davvero?
CAC: Ma no, ce lo ricorderemo in quanto cittadini europei e come sappiamo tutti l’Europa è – vedi lo dico anche qui – un baluardo di una cultura “fondata sul rispetto e sulla tolleranza contro rinascenti fenomeni di discriminazione razziale, religiosa ed etnica”.
VG: – Ma allora l’antisemitismo dilagante un po’ ovunque, i manifesti della lega contro i mussulmani, i cpt e le condizioni penose degli immigrati, sono cose che me le ‘sto sognando? O in Italia non succedono?
CAC: Cittadino Gallico, tu così parlando perpetri il tradimento della tua Nazione.
VG: No, no, Carlo Azeglio, delle nazioni in generale. Mica solo la tua in particolare.
CAC: Allora io di che diamine sarei presidente? Eh, testa di legno? Rispondi… Dove te ne vai, senza rispondere… ehi, cittadino … cittadino Gallico.

P.S. Le affermazioni di C.A. Ciampi sono estrapolate dal suo discorso del 27 gennaio 2005 e facilmente consultabili in un articolo de La Repubblica (http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/cronaca/memoria/ciampirazz/ciampirazz.html)

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