The FK experience

January 17, 2005

LAYA-ALAM C.

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 3:57 pm

  di Vins Gallico

Il 27 dicembre dell’anno scorso Laya-Alam C. ha trentacinque anni, si trova a Brema, viene dalla Sierra Leone: è un negro. Con ogni probabilità è questo il motivo per cui un paio di poliziotti in borghese gli si avvicinano a fare un controllo. Prima che quelli lo fermino, Laya-Alam butta giù rapidamente un paio di capsule. I poliziotti s’insospettiscono, lo bloccano, gli chiedono (con le buone e con le cattive) che razza di schifezza ti sei calato, negro schifoso. Laya-Alam non reagisce. I poliziotti lo sbattono a terra, stato di fermo, trasporto in caserma, dove si decide per una “Exkorporation bei dem Verdächtigen zum Zweck der Gefahrenabwehr und Beweismittelsicherung„ – ovvero lavanda gastrica da eseguirsi attraverso l’ingestione di due cucchiai di Ipecacuana, un medicinale che provoca conati di vomito. Prima usavano l’Apomorfina, ma a causa dei danni che persistevano nei soggetti sottoposti al trattamento , hanno deciso di sostituirlo con l’Ipecacuana, che ha una base vegetale e pare sia meno nocivo. Soltanto a Brema negli ultimi dieci anni sono stati accertati però più di 400 episodi (si può parlare davvero di episodi quanto il metodo diventa routine?), dove i sospetti sono stati obbligati ad ingerire l’Apomorfina o l’Ipecacuana. In molti casi, anche con l’Ipecacuana, si sono riscontrate difficoltà gastrointestinali perdurate per settimane.

Laya-Alam C. comunque non vuol prendere lo “sciroppo del vomito”, i poliziotti provano a costringerlo, Laya-Alam si ribella, si dimena, si sbraccia per liberarsi. Le forze dell’ordine hanno la meglio su di lui, lo legano ad una sedia e gli ficcano un tubo in bocca e un sondino nel naso per consentire l’immissione dell’Ipecacuana. Laya-Alam sviene. Il medico, controllando le condizioni del sospetto, dichiara che i valori sono normali. I poliziotti ritengono allora che Laya-Alam stia simulando, continuano a pompargli acqua nello stomaco attraverso il tubo, affinché l’Ipecacuana abbia un effetto immediato. Laya-Alam vomita. Vengono ritrovate le capsule contenenti la droga: cocaina per un valore totale di 60 euro. I poliziotti ci avevano visto giusto: era un fottuto criminale!

Solo che adesso Laya-Alam sta male, non riesce più a respirare. La sera entra in coma.

Il 4 gennaio Thomas Röwekamp, senatore del dipartimento di Brema, intervistato sull’argomento nel corso di una trasmissione radiofonica, dichiara che chi è causa del suo male, pianga se stesso.

Il 6 gennaio Laya-Alam C. muore.

Il dottor Jörn Günther, medico del pronto soccorso, diagnostica come causa del decesso l’eccessiva presenza di acqua nello stomaco di Laya-Alam. E’ morto dunque affogato, a causa della condotta di merda del suo collega, l’altro medico, e dei poliziotti. Annegando all’asciutto (come titola il Jungle World del 12 gennaio). Ma è contro il dottor Günther che si è aperto un procedimento disciplinare; nell’ambiente della polizia è ormai considerato un traditore per aver diffuso la notizia.

Ieri, 15 gennaio, si è svolta a Brema una manifestazione in ricordo di Laya-Alam C. e contro la brutalità dei metodi polizieschi (Già nel dicembre 2001 il diciannovenne Michael Nwabuisis era deceduto ad Amburgo in seguito alle conseguenze di un’ingestione forzata di “sciroppo del vomito”).

E’ una notizia triste. Però ho creduto opportuna diffonderla anche in Italia.

 

 

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