AL DI LA’ DEL TEMPO
di Mario Bianco
Dal fondo compaio
e di me non ho memoria
né di questo buio spazio
che in torno si tende lento
pian piano
man mano
che inizio a riconoscere un arto mio
ed a muoverlo
e questa estremità nuova
un piede
tastando nel vuoto
luogo diventa che inizia a pulsare
e ad espandersi
con sottile suono e poi vibra
di urti di particelle palpitanti
risonanti in un flusso alternato
di soffio e riposo
non ho vista
ma scorgo sentendo la luce
che forma i miei occhi ed i raggi
che danzano intorno
come i miei piedi
che lenti si posano a osare
creare un basso
ed un alto
ove la mia mano si manifesta
e
questo ritmo che balla di luce e di ombre
mio diventa
di cuore e confini
di oscuri nembi
remote spiagge
di acque frangenti
che senza posa si dilatano
in forme di vuoti e di pieni
e lunghezze di onde
che danno finalmente colori
a queste sfumate figure
che quasi indistinte sul fondo ho partorito
e
le nostre membra
si conoscono allacciano e slacciano
ed entrano muovono e pulsano
in questo lungo danzare
che sfugge il conosciuto
per l’altrove futuro
ove immagini siamo nuove
e corpi di sentire senso
e passioni patire
all’improvviso ricordo ed affetto
mentre
un immenso mutare
già ci porta a dissolverci
in nuove onde lunghe
che vanno a lambire la porta
il varco già intuito nei nervi
segno per gli occhi
di luoghi remoti o vicini
ove
ci riconosciamo
ed abbiamo coscienza
della nostra consistenza
e dell’angolo di vita
di cui abbiamo nozione
segno del tutto
che in sfere coi sensi oltre
miriamo e sentiamo
rotolare in distese
dal ventre stesso promanate
così del mio
ho fatto e disfatto
danzato e mi sono riconosciuto
nell’interezza
(26.9.2001)