The FK experience

December 25, 2004

5 MINUTI, 4 MESI

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 11:00 am

Questo blog l’ho messo in piedi il 25 agosto da un momento all’altro senza nessuna idea precisa. Una specie di raptus. Mi sono innamorato di un blog perché non avevo niente da fare, più o meno. Avevo appena finito il mio prossimo romanzo ed ero ancora “caldo”, come si suol dire. La mia odioamata città era ancora a misura d’uomo, metà degli psicopatici di tutte le classi sociali residenti qui, nella capitale mai stata morale del Paese, erano ancora a godersi i loro cartolinacei mariemonti. Sono andato su Splinder perché mi piaceva il nome. Clarence non mi piaceva, mi sembrava il goffo nome di battesimo del personaggio maschile di un romanzo ben harmonizzato. Excite? Per niente eccitante. Splinder invece mi suonò subito bene: mi venne in mente un personaggio nuovo, il Comandante Splinder, da non confondersi però col Comandante Straker, quello della base SHADO della serie televisiva UFO (vedi foto). Ad ogni modo ho scelto il provider (o il server?…) a orecchio, si può proprio dire. Fui su Splinder in pochi secondi passando da Google, e nonostante la mia conclamata tecnoimbranatudine misi in piedi il blog in 5 minuti. Presi dal cilindro neuronico del mio cervello in quel momento ben sintonizzato il nome di Markelo Uffenwanken altrettanto al volo. Dovete sapere (per chi ancora non lo sapesse, dato che l’ho detto a tutti quelli che conosco, e tutti quelli che conosco prima o poi sono venuti a sfruculiare qui…) che questo è il nome di un finto regista porno di un finto film porno che si trova all’inizio del – vero, almeno lui - videoclip del brano “Outside” di George Michael, uscito un paio d’anni fa o forse più. All’inizio di quel bellissimo video, prima ancora che parta il pezzo, scorrono i titoli di testa in rosso fuoco; e intanto una biondona da urlo tarzanico si sta lentamente spogliando davanti a un biondo seduto di fronte a lei, preso da evidenti scalmane arrapatorie. Alla fine di questa simpatica introduzione ecco la famigerata scritta: “ Regie (o qualcosa del genere in una lingua comunque nordica, non ricordo) Markelo Uffenwanken”. Da cinefilo corazzato e da mezzo crucco quale sono non potevo farmi sfuggire questo nick, onestamente. I sottotitoli di questo “fabbricone” li scrissi sul tag (o come diavolo si chiama) inventandomeli in quei 5 minuti primi. Ho cominciato senza dir nulla a nessuno. Di blogosfera sapevo quello che avevo imparato, se così si può dire, in meno di un anno di frequentazione come articolista e commentatore di Nazione Indiana, che io amo definire la “mamma di tutti i blog pensanti del Paese”. Insomma, buttavo giù due o tre pezzi al giorno che restavano spesso senza commenti. Ma ero in vena. Sperimentavo. Facevo del protopostdadaismo. Poi alcuni miei cari amici di penna, a settembre, mi sgamarono: davanti a una Guinness giunta al suo epilogo confessai dopo un quasi pressante interrogatorio che si, Markelo Uffenwanken ero io, Franz Eccetera Eccetera.

Da qualche tempo, come ben sapete e soprattutto vedete, nel fabbricone virtuale riesco a postare anche le foto. Questa è diventata una blogzine illustrata. Mi piace da matti accostare testo e immagine, per me è una cosa nuova, aggiunge atto creativo ad atto creativo. Devo ringraziare il poeta dall’interfaccia pulita superesperto di computer Giovanni Monasteri, per questo: con un paio di mail mi ha chiarito come acchiappare le foto da Google in pochi secondi. E’ bella questa cosa: si prende e basta. Si espropria proletariamente senza commettere reato. Essi (tutti) lo fanno, e qui come spesso altrove, sul web, nessuno prende viceversa una lira per quello che fa, qui tutti scriviamo gratis, per pura passione, per esibizionismo, per quel diavolo che ci pare, a ciascuno la sua motivazione. Forse siamo- chi più chi meno e sotto sotto- dei sognatori. E in un certo senso ci troviamo come ai vecchi tempi delle radio libere, siamo in un nuovo Far West, e questa – come tante altre- è una specie di radio libera da leggere da qui fino a El Paso e anche oltre. Siamo capaci di arrivare fino in Australia, tecnicamente parlando…

Comunque volevo anche dirvi che sono davvero tanto affezionato a Splinder, almeno per ora. Perché funziona e mi suona bene, appunto. Ci sono affezionato soprattutto a orecchio.

Un abbraccievole grazie a tutti voi, intanto, per il fatto che condividete con me questo intrattenevole spazio. Non vi regalo il solito panettone farcito del vero capitalista, anche perché immagino ne avrete già fin sopra i capelli dell’esofago; però vi regalo il mio affetto, e scusate se è poco… Sono passati esattamente 4 mesi e a scriverci qui siete soprattutto voi, perlomeno un buon numero. Non lo sospettavo minimamente, questo, quel 25 agosto, quando mi vennero quei “5 minuti”, anche perché non sapevo proprio dove sarei andato a parare, come sempre. Augurwanken.

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