The FK experience

December 21, 2004

REGALO DI NATALE

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 2:21 am

Non so cosa regalarmi per Natale. Un libro, direte voi. E che me ne faccio? Ne ho fin troppi, soprattutto da leggere. Un bel cappotto da gangster? Non è una cattiva idea, magari con quello indosso vado a farci una rapina in un supermercato stracolmo di primizie della Bauli. Un lettore DVD me lo compro di sicuro. Ma si, ci sono sempre i libri, comunque. A pensarci bene, anzi benissimo. Li compro a Natale e magari li leggo a Pasqua. O addirittura sotto l’ombrellone. Vediamo, cosa potrei acquistare in libreria? Un nuovo romanzo di Lidia Ravera, per esempio. E se avesse scritto e pubblicato “Porci con le ali 30 anni dopo”? O magari il seguito di quel suo romanzo – di cui non mi ricordo il titolo anche perché non l’ho letto – ispirato alla storiaccia, diciamo così, di Novi Ligure? Perdio, perché perdere tempo a scrivere raccontini pulpici per internet come faccio io – con 10 anni di ritardo, si, ma io sono uno sperimentatore protopostdadaista, questo bisogna dirlo- quando il pulp lo si può comodamente pompare dalla cronaca nera? Qualcuno ha idea di scrivere un romanzo ispirato all’affaire Cogne? Oddio, rischio di fare la figura del disinformato, magari un epigono della Ravera s’è già attivato in tal senso e io non l’ho ancora saputo. Se no, a parte il libro di Sergio Endrigo abbondantemente pubblicizzato anche su queste colonne, si potrebbe pescare nella narrativa sanremese più in voga. No, non sto parlando di Italo Calvino, sanremese di origini. Sto parlando dei sanremesi dell’ugola. Possibile che ViniCIUS Capossela non abbia pronto un nuovo pastiche – accio? Lui non è uno da Festival, dite? Gia, è vero, lui è uno da Premio Tenco, scusate tanto e noblesse oblige. Scrive proprio con una gran bella voce. Una voce roca che scorre scatarrando sulla pagina. Vediamo ancora: Gino Paoli potrebbe uscire con una strenna. O l’ha già fatto? “Sapore di rane”, un romanzo ambientato tra le risaie del Pavese? Oppure… Ah si, che fine ha fatto l’eterno giovanotto Iovanotti? Non aveva scritto un libro anche lui, tempo fa? Dov’è l’opera seconda? O eventualmente terza? Dov’è la Pivano? Hem si rivolta nella tomba? E Faulkner che fa? Quello, se lo viene a sapere, nella tomba si spara direttamente con un Winchester 73. Anzi no, dati i precedenti in vita, a spararsi nella tomba ci vedo viceversa l’uomo di “Addio alle armi”… Forse Ferlinghetti no, lui uno come Iovanotti l’avrebbe pubblicato in ciclostile. Dall’urlo di protesta di quell’altro, come si chiamava?, Ginsberg?, all’ urlo positivo di Iovanotti. Basta la protesta: come una volta, nei vecchi Carosello- grazie all’attore Tino Scotti- bastava la parola. La parola Falqui. Il confetto per andare di corpo.

Insomma, a Natale vorrei tanto leggere il romanzo di un cantante. Ligabue a che punto è? Lui scrive solo in certe notti, mi sa. Quando non canta e non suona. Ma è un’ottima persona, questo si, un bravo cantautore. Certo, anche mia zia è un’ottima persona, però non pubblica libri. Mah, in effetti dovrei chiederle perché non lo fa, una volta. Magari scrive un paio di libri epocali e poi si ritira come Salinger. Oltretutto non canta nemmeno, mia zia. E’ strana, questa cosa, veramente. Comunque c’è sempre Vasco. Lui è un uomo di pensiero, ha già esordito nelle Patrie Lettere. E si mette la bandana come Berlusconi. D’altra parte i trasgressivi si bandano… A parte quell’altro scrittore di vita vissuta, come si chiama? , ah si, Franco Califano. E ad attori come stiamo messi? Beh, Faletti l’attore non lo fa più, e poi le copie sono copie, carta stampata canta. Lui fa lo scrittore molto sul serio e anche abbastanza bene, cioè con ironia. Certo, l’ironia lui ce l’ha sempre avuta, soprattutto ai tempi di Vito Catozzo. Ma Faletti è un’eccezione. O no? Ma si, gli altri, tutti quanti, sono veri artisti a trecentosessanta gradi, l’importante è esprimersi. Perché c’è tutta questa urgenza di dire. E dico io, a proposito: Peter Falk dipinge ottimi quadri, perché in America non gli fanno scrivere un bel giallo? Con l’esperienza che deve essersi fatto in 30 anni di “Tenente Colombo” lui un giallo lo scrive ad occhi chiusi. Cioè, volevo dire ad occhio chiuso. Magari poi vai a scoprire che i gialli li scrive davvero. Come George Kennedy, vecchio attore hollywoodiano, uno dei migliori vilain del cinema classico, c’era anche in “Quella sporca dozzina”. Lui partorì alcuni gialli abbastanza decenti, dico davvero, li lessi pure. Collana Giallo Mondadori. Secoli fa. Insomma, c’è spazio per tutti, siamo decisamente al venghino siori VIP. Vi prego, aiutatemi a trovare una strenna libraria scritta da uno che non è uno scrittore mentre sto pensando a quale cappotto comprarmi. O a quale lettore DVD. Natale è terribilmente vicino e ho bisogno di consigli di lettura di un certo peso, non voglio arrivare in libreria all’ultimo momento e trovarmi di fronte, dentro scaffali semivuoti, ai soliti libri di letteratura dei soliti scrittori che, poveri scemi, nella letteratura ancora ci credono.

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