The FK experience

October 27, 2004

MANUALETTO

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:59 pm
di Andrea Barbieri
 
(Qui, tra noi, c’è un sabotatore. Uno che nei post scrive "39", "40", "41". Un grande. Iniziali G.B. E’ pure un amico, tra l’altro. Vatti a fidare… Bene, per saperne di più andate al pezzo "Povero chi?" di Elio Paoloni, postato lunedì 25. In pratica questo pezzo di Andrea "Titonco" Barbieri nasce come commento - molto forte- al suddetto pezzo di Paoloni. L’idea è di G&B. Ho deciso di metterla in pratica, oltretutto senza l’ autorizzazione dell’autore. A questo punto potete, se volete, continuare la discussione su "Povero chi?" o da qua, da questo comment "promosso" a pezzo. Come preferite. Un miracolo che succede solo su Markelo Uffenwanken, naturalmente.M.U.)
Come ci si muove se si tifa per le tesi della destra quando davanti si ha gente che tifa per le tesi della sinistra? Ci sono due regole fondamentali per trasformare i sinistrorsi in sinistrati: la svisatura e lo smerdamento. Le analizzerò sinteticamente usando come esempio i post di Elio.

Svisare
Se oggi sei di destra i fatti sono tuoi nemici, quindi vanno combattuti. Non è semplice ma nemmeno difficile, i fatti hanno un punto debole: occorre che qualcuno li percepisca. E allora che si fa?
1. Si tolgono dal campo visivo negandoli o calciandoli elegantemente fuori;
2. Si oppongono ad altri fatti di senso contrario che come un metaforico chiodo scaccia chiodo li “cancellano”.
In genere quelli di sinistra non sono troppo vigili e uniti nell’opporsi a queste tecniche, e soprattutto il loro tallone d’Achille è che non sono abbastanza aggressivi, così dài e dài i fatti diventano sfatti.
Torniamo a Elio e alla sua concezione dello sciopero. Scrive:

"la faccenda dello sciopero a me pare di un nitore assoluto: io faccio mancare la forza lavoro e ti blocco la produzione (o il servizio). Tu perdi commesse, non ammortizzi gli impianti e paghi interessi sulle materie prime acquistate. Hai quindi tre strade: vieni incontro alle mie richieste, ingaggi crumiri o ricorri alla serrata."

Queste quattro righe sono un capolavoro retorico di garbo persuasivo, al quale Elio ritiene di aggiungere l’autorità della sua documentazione (ha letto molti libri degli Editori Riuniti), ma rifilano al pubblico una festosa “inculata”, infatti sostituiscono il vigente contenuto del diritto di sciopero (definito da norme e giurisprudenza) con un’interpretazione iper-restrittiva chiamata tecnicamente “sciopero contrattuale”. Vediamo bene quale fatto Elio scaglia fuori campo per sostituirlo con la sua mitopoietica di destra. Lo sciopero contrattuale era vietato sotto il regime corporativo fascista, poi con la costituzione diventa l’unica forma legittima. Dal ’63 la Corte Costituzionale chiude con questa interpretazione restrittiva riconoscendo che il datore di lavoro è il soggetto passivo ma non necessariamente il destinatario della pretesa fatta valere con l’astensione. E’ una grande conquista di civiltà, i lavoratori possono finalmente scioperare per ottenere provvedimenti dal governo che direttamente incidono sui loro interessi economici. Possono incrociare le braccia per ottenere provvedimenti sulla sicurezza, sulla stabilità dei prezzi, sull’abitazione, per la formazione, per gli ammortizzatori sociali, per la pensione ecc. La Corte Costituzionale ha riconosciuto tutelabili questi fini che non sono semplicemente politici ma di imposizione economico-politica. Per Elio questa fenomenologia di scioperi non esiste (quindi usa lo strumento della negazione), per lui al di fuori della rivendicazione contrattuale tutto è “improprio”. Non esiste per lui, ma esiste nella realtà ed è fondamentale.
FAQ
Queste informazioni dove si possono trovare, bisogna leggere tutto il catalogo degli Editori Riuniti?
Assolutamente no, questo lo sanno tutti i ventiduenni che hanno preso in mano un volume di diritto sindacale e hanno speso dieci minuti per leggere tre-quattro pagine sugli scopi dello sciopero.

Se non si fossero rafforzate le organizzazioni sindacali in quegli anni si sarebbe rimasti fermi allo sciopero contrattuale?
Sì, e bisogna fare attenzione a non tornare indietro.

Smerdare
Rincorrere i fatti con un velo non è sufficiente, bisogna colpire anche sotto la cintura. Bisogna usare l’argomento ad personam, anzi di più, smerdare l’avversario, ridicolizzarlo non per comportamenti concreti ma per la luce che gli si prepara intorno. Allora sotto con le lampade!
Scrive Elio:

“ [Andrea] tu sei troppo giovane, forse, o troppo girotondino o troppo figlio di papà”

Di passaggio notiamo una finezza: lo smerdamento mio contiene, come una matrioska, lo smerdamento del movimento dei girotondi. La classe non è acqua.

Cosa rispondere, lo smerdamento è fine a se stesso, non serve a niente dire che non sono girotondino (Elio, non esistono nemmeno più ), che ho 36 anni, che da quando ne avevo 18 ho visto mio padre una volte, che lavoro senza raccomandazione. Lo smerdamento, in sinergia con la svisatura, deve lasciare una persona di sinistra, veramente di sinistra e progressista, in stato catatonico, mica è una biografia critica.

Conclusione

Domani in edicola troveremo il solito coro dei commentatori filogovernativi. Troveremo le solite sette tv nazionali governative che faticosamente ma efficacemente tengono a bada i giornalisti indipendenti. Troveremo Ferrara, Brunetta, Panebianco, Veneziani, Feltri e quello con la faccia da golpista sudamericano che mi scordo sempre il nome.

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