The FK experience

October 24, 2004

LASCIATEME PERDE

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 2:43 pm

di Fabio Viola

Sesta puntata.

 

(Il ritorno di Viola. Incazzato come non mai. Incazzato dal Sol Levante. Con gli europei. Una nuova gustosa puntata del suo nipporeportage plurititolato. Sayonara a tutti. M.U.)

 

Alla fine è successo. Doveva succedere. Ho provato a ritardare il momento fatale, la resa dei conti. ci ho provato, lo giuro. E in effetti fino a ieri avevo resistito anche benino, senza grossi scompensi o crisi. Solo una volta, lunedì scorso, ho avuto un brutto attacco di panico. Mi girava tutto, non riuscivo a respirare, sentivo freddo alle mani e ai piedi, la schiena mi si torceva che manco Michelangelo col Tondo Doni. Poi è passato e sembrava che tutto andasse bene. Non mi girava più la testa, insomma stavo a posto.

Ma ieri, cazzo, ieri non ce l’ho fatta. I nervi hanno ceduto. Stavo passeggiando per Shinsaibashi e mi sono trovato davanti un negozio, appartenente a una catena sparsa per tutto il Giappone chiamata "Book Off". Vendono chiaramente libri (nuovi e usati), ma anche dvd (idem), fumetti (idem) e… cd.

Insomma sono entrato. mezzora dopo ero fuori con 36 cd divisi tra tre bustine di plastica gialle. I commessi salutandomi sorridevano e agitavano le manine. Erano in fila tutti e cinque davanti all’ingresso del negozio e mi guardavano andare via, sgusciando tra la folla della Shoutengai.

Sentite, non è colpa mia se ho la malattia. L’ho contratta in età puberale, e quando ti prende così giovane è cronica, non c’è un cazzo da fare.

E poi, a volerla dire tutta, non è colpa mia nemmeno se questi vendono cd (usati) introvabili in Italia a prezzi che vanno dai 105 ai 750 yen [= tra gli 85 centesimi di euro e i 6 euri - ma ho comprato anche vari cd a prezzo pieno, e cioè 3000 yen circa (= 24 euri)]. E’ evidente che alla dogana mi faranno a pezzi e vorranno infilarmi i lumini per ispezionare ogni mio orifizio. E’ anche evidente che mi costringeranno a pagare tasse su tasse e abuseranno di me e poi mi faranno divorare dai loro cani con le zanne sbavanti e aguzze. E’ ovvio che non capiranno che sono malato e si godranno addosso vedendomi umiliato e offeso. E poi si lanceranno i miei cd a mo’ di frisbee ed essi voleranno attraverso le finestre giù nelle fauci di squali geneticamente modificati e ghiotti di policarbonati. E io griderò a tal punto che mi manderanno in esilio a Oslo per sostituire il buco al museo di Munch. Però!, ‘Sta soluzione potrebbe anche essere appetibile…

Ieri pomeriggio sono stato in cima a un grattacielo molto bello. La Umeda Sky Tower (mi pare 170 metri, poco più o poco meno). Si gode di una vista mozzafiato su Osaka e una volta raggiunto l’ultimo piano si può accedere a una specie di terrazzo all’aperto proprio sopra il tetto. Da lassù Osaka sembra semplicemente non finire mai. In qualunque direzione si guardi, c’é sempre Osaka. A est, c’è Osaka. A ovest, c’é Osaka. A nord e a sud: Osaka. E non se ne vede la fine. Dove arriva l’occhio arriva anche lei, Osaka. Un ammasso imponente di cemento. Con la foschia che si mischia allo smog (fate poco gli snob, provate a guardare Roma dall’alto… quella là non è poetica nebbiolina: è l’arietta frizzantina che respiriamo, altro che ponentino). Con i treni che sventrano le vie e scavallano i fiumi. Con le macchine che formicolano, con gli omarini che sembrano levitare tra un marciapiede e un incrocio. E’ infinita. Ovviamente la adoro.

Solo che, inspiegabilmente, all’ultimo piano del palazzo c’era una mini-mostra sul Messico. Sorseggiando un caffè organico su delle poltroncine con vista sull’infinito e parlando de "Il segreto" di Virginie Wagon, in sottofondo ci si sciroppava qualche lagna messicana che faceva sembrare Mario Merola Mirwais. O l’uomo dietro la consolle nei dischi di Felix da Housecat. Due coglioni infiniti, più del panorama. El pueblo de qua, el corazon de là, Mexico cha cha cha. Insomma uno strazio. Peccato, con un spettacolo del genere davanti agli occhi (e con quei discorsi) ci sarebbero voluti i Kings of Convenience o i Sodastream. O al limite, anche della banale chill-out. Veramente: meglio Cafe` del Mar di quei polpettoni tarant(ell)ati che annoierebbero pure il pronipote diseredato e storpio di Ernesto De Martino.

E per finirla qua, una constatazione interrogativa e un po’ incazzosa (che novità!):

so bene che oltre a essere alquanto razzista (e ve l’ho dimostrato mi pare), risulto pure un po’ snob e stronzo. Però, avendo notato che qui ogni singola volta (e intendo molte più di tre o quattro) che si incrocia un occidentale in metro, per strada, in un negozio, in fila per entrare da qualche parte, in un ristorante, quello/a ti sorride empatico/a, mi chiedo: ma perché? cosa vogliono? cosa volete voi occidentali? L`occhiolino perché ci ritroviamo in questo paese pazzerello e strambo? Ma chi vi si fila! Sorridetemi quando mi incrociate per Roma, o voi parigini sorridetemi quando gironzolo per i Campi Elisi e a voi rode il culo con tutti ‘sti turisti e quando vi chiedo un’informazione in francese fate finta di non capire e poi mi rovinate l’appetito per una settimana con i vostri pietosi conati in inglese. E i tedeschi? Parliamone! Crucchi belli, che ne dite di fare un bel sorrisone ai turisti italiani che vengono a Monaco per essere trattati come pidocchi o potenziali ladruncoli? Ma certo che no, i sorrisini da simpaticoni e gli occhiolini li facciamo solo in Giappone, perché quaggiù siamo tutti europei e ci sentiamo tanto uniti. Col cazzo! Se poi tu, americano gelatinoso, vuoi infondermi allegria con la tua dentatura ridens, non fare quella faccia delusa quando ti alzo il dito medio. Te la sei cercata. Lasciateme perde.

 

(Le precedenti puntate: prima e seconda mer.29.9. Terza dom.3.10. Quarta dom.10.10. Quinta dom.17.10.)

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