RACCONTO IN TRE SONETTI
di Augusto Foglia
(Ricevo e pubblico questo ardito “racconto in tre sonetti” del poeta Foglia. Buona lettura. M.U.)
1
Ma cos’è questa strana simpatia
che sento nei tuoi “Ciao” ? Li dici piano
e poi stringi più forte la mia mano.
Sono io che mi illudo, o è la spia
di una tua combattuta fantasia ?
Lasciare tutto e andartene lontano,
dovunque, basta che non sia Milano.
Un’altra vita: amore, gelosia,
passione, libertà, sesso e conquista.
Potrei viverla anch’io insieme a te ?
No: vorresti un atleta o un terrorista
o un miliardario in euro, o tutti e tre.
Buona fortuna ! Io darei la vista
pur di amare qualcuno che ami me.
2
Ti ho mandato un messaggio e sto in attesa.
Ma tu non mi rispondi. Questa sera
ti sogno come ti vorrei: sorpresa,
felice, troia, tenera, severa,
e ancora porca. Voglio la tua resa.
Ma poi mi sveglio con l’alzabandiera
e sono solo. La mia mano tesa
tasta il cuscino e trova la spalliera
del letto. Era qui con me il tuo fiato
fino a un minuto fa. C’era un tepore
di tette e cosce sode. L’asta sboccia.
Se penso che stanotte ti ho leccato
capezzoli ombelico e figa, amore…
Annaspo, e poi mi fiondo nella doccia.
3
Ti ho amata nel mio letto e poi ancora
ripensando passioni e fantasie,
la tua assenza, la lingua che assapora
labbra, pelle, sudori e gelosie.
Tu non mi chiami. Tutto va in malora.
Dentro al computer, sulle biancherie,
è stampata memoria imperitura
(e solitaria) delle mie follie.
Passano i giorni, il telefono tace.
Il sentimento è latte ormai scaduto
che cola giù nel cesso e trova pace.
L’amore che scottava come un sole
non l’hai letto, non l’hai riconosciuto:
rimangono soltanto le parole.