di Arden
(Torna Arden con una poesia in esclusiva. C’è Ofelia. Non quella di "Per amare Ofelia" con un giovane Renato Pozzetto vittima del Complesso di Edipo. Ci penserà Giovanna Ralli a farglielo passare, comunque… No, qui si tratta dell’Ofelia di Shakespeare. Cioè, dell’Ofelia dell’Otello di Shakespeare. No, mi dicono che Ofelia era nell’Amleto. Però era di Shakespeare anche l’Amleto. Insomma, questa è una Ofelia blogger. Perchè, non si puo’? Solo su Markelo Uffenwanken si puo’, si puo’…)
La scena è nel salone del barbiere
preferito dai quarantamila
bloggherelli, proprio nel tramente
ch’eran accesi quelli in discussione
sulla questione capital dell’Io
– s’esso, il mio, dato che il tuo
si sa che non è Io, sia molle
oppure duro – ed ecco che entra
lei, l’Ofelia in camiciola e
"Sì, sicuro", dice ad un dipresso,
in quella sua maniera un poco
repulsiva che sapete – è matta
che volete…"Dicono", dice,
"che il ragno sia stato un mastro
blogherello di scrittura… Signore,
scriver lo dovrò nel mio diario:
cosa che siamo questo lo sappiamo:
cosa sarem però non conosciamo"…
Detto ciò, va via. Esce. Sipario!