LA STORIA DELLA MALA MILANESE ANNI 60/70/80
Lo incontro, il Biscela, nel mio bar di "riferimento" . La cinese porta un caffè marocchino al Biscela e a me un cappuccio. " Plego", mi dice. " Glazie" le rispondo. Lei sorride. Avrà capito? Il Biscela è in splendida forma. 60 anni e non sentirli, come Nino Castelnuovo, o giù di lì, nella vecchia pubblicità dell’Olio Cuore. Niente convenevoli, col Biscela passi lunghi e ben distesi e simpatica presa per il culo reciproca. Dunque passo subito alle domande.
M.U. Raccontami dello spaccio di droga nel tuo quartiere.
B. Beh, il movimento della droga è cominciato al Giambellino attorno al 74/75. C’erano tre sbarbati che facevano avanti e indietro con l’Olanda. Compravano lì la roba a prezzi stracciati e la rivendevano da noi. Tutto in sordina. Solo che siccome erano dei tossici irrecuperabili si facevano come pazzi e si sono rovinati con le loro mani. Se lo son messi nel lisca da soli. Due sono morti in breve tempo. Un altro è riuscito a recuperare ed è ancora vivo, sta bene.
M.U. Quando è cominciato il giro grosso?
B. Eh, qualche anno dopo. All’inizio degli anni 80 il Giambellino era il centro di smercio più grosso d’Europa. C’era di tutto. Era proprio come al mercato. C’era un bar frequentato da tutti quelli del giro. Lì ci trovavi i cavalli, che erano i tossici che vendevano per farsi, e i pusher che erano i padroncini che avevano sotto di loro ciascuno 3 o 4 cavalli a testa. Dopo il Giambellino, come grandezza del mercato, c’erano Baggio, Quarto Oggiaro e molto dopo Bovisa e Affori.
M.U. Raccontami qualche episodio di cui sei stato testimone.
B. Beh, alura… Verso la fine degli anni 80 c’era una guerra tra bande per prendersi le zone. La nostra zona faceva gola a tutti perché era la più grossa. Ma quelli che comandavano era gente che contava. Un’organizzazione composta da pugliesi, calabresi e siciliani, tutti molto uniti e con le palle formato famiglia. A un certo punto uno sbarbato esaltato e prepotente del Giambellino, assieme a due compari del kaiser, s’era messo in testa di sfidare i boss di Quarto Oggiaro. Al Giambellino i capi gli avevano detto di lasciar perdere, che c’era un accordo, non bisognava pestarsi i piedi. Ma quello non ne voleva sapere e andava a rompere i coglioni fino a Quarto coi suoi scagnozzi, ne faceva di tutti i colori. Allora una sera, era pieno inverno, prima che i negozi chiudessero, cioè attorno alle 7 meno un quarto, sono arrivate in zona 4/5 auto piene di gente di Quarto, fai conto un venticinque malavitosi in tutto. Prima hanno sistemato una bomba rudimentale dentro un bidone della spazzatura, quella è scoppiata e ha creato il panico. I negozianti terrorizzati tiravano giù le clér. Poi quelli di Quarto sono scesi armati di mazze da baseball e bastoni vari e hanno cominciato a distruggere tutto, a randellate sulle vetrine, sulle macchine in sosta, un rebelott. Sono arrivati al bar famoso che ti dicevo. Io ero lì a bermi un Crodino e a giocare la tris. Hanno cominciato a sfasciare tutto. C’era un sacco di gente del giro e di tossici. Hanno cominciato a menare duro; cazzo, vedevo la gente che usciva fuori dal bar attraverso le vetrine. Uno ha tirato una mazzata al bancone e poi la mazza stava per tirarmela in testa; io, lo sai, meno male che ho fatto il ballerino di boogie woogie col Jack La Cayenne, ma insomma non so come, ma ho schivato il colpo e me la sono battuta fuori dal locale. Un altro mi ha tirato un calcio negli stinchi, un male cane, Markelo, robb de matt. Un mio amico mi ha raccattato al volo mentre quello che mi aveva mollato il calcione veniva colpito alle spalle da un pusher del Giambellino, che poi però s’è ritrovato all’ospedale mezzo in coma, ho saputo dopo. Zoppicando sono arrivato al Ford Transit del mio amico e ce la siamo battuta. Insomma, Markelo, cazzo, dieci minuti scarsi di terrore in tutto il Giambellino, una sgaggia pazzesca.
M.U. E che fine hanno fatto quei 3 che avevano sfidato la banda di Quarto?
B. Niente… Sono spariti da un giorno all’altro. I capi delle zone si sono ritrovati, hanno fatto una bella chiacchierata tutti insieme e tutto è ricominciato come prima.
M.U. E poi? Come si è sviluppato lo spaccio in seguito?
B. Eh, niente. Pian piano il Giambellino è diventata una zona come tutte le altre. Dal 98, soprattutto. Ormai la droga si tratta in tutta la città e anche fuori, in tutta la provincia.
M.U. Si, non c’è più religione… Va bene, Biscela, grazie. Se prendi un Crodino te lo pago io… E anche una tris. In ricordo di quella bella serata…
B. Ma vadaviaiciapp… Lascia stare, va, pirlometro, grazie per il caffè e buonanotte.
M.U. Grazie a te, milanista che non sei altro…