UN PENSIERO DI JEAN-PIERRE MELVILLE*
Un film-maker dirige uno spettacolo di ombre. Lavora nell’oscurità. Crea per mezzo di "effetti". Sono perfettamente conscio della straordinaria disonestà che occorre per essere efficaci; ma lo spettatore non deve mai accorgersi fino a che punto arriva la manipolazione. Deve essere incantato, come un prigioniero in uno stato di sottomissione.
* (Regista cinematrografico francese, soprattutto di noir, attivo dalla fine degli anni 40 all’inizio degli anni 70)