The FK experience

August 27, 2004

REQUIEM PER UN OSTAGGIO

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 4:24 am

Dunque l’ostaggio è morto. Non ne sono altro. Ho visto un amico, stasera. Non ha saputo dirmi altro. Non ho guardato la tivu (ero pago delle Sorelle Mac Leod, sapete), non ho visitato siti internet d’informazione. Non so nulla, a parte che l’ostaggio italiano ci ha rimesso le penne.

Non dirò che mi dispiace. Non verserò una sola, fottuta lacrima. Non farò commenti, a parte questo. L’ipocrisia tracimerà, sgorgherà. Poi la dimenticanza, l’oblio. Il rutilante mondo della politica. E del giornalismo de mei cojoni. Nuovi mostri in prima pagina. Nuovo sangue. Mauvais sang. Nuova ipocrisia. La mano sinistra accuserà la destra, la destra si ritorcerà sulla sinistra. Il Nuovo Mostro In Bandana farà il solito scempio cercando di surclassare Mike Bongiorno, il Re Sole Piatti delle Gaffes. Lui, il Nuovo Pirata (giacchè Pantani è già morto da mesi) è il Dux dei Tempi Moderni. Charlot redivivo ma con uso di parola, di mass-media; non un operaio di un chapliniano cinema ammutolito del 1936, ma Presidente Operaio come da cartellonistica stradale elettorale anno di Disgrazia 2001. Attenti al buffone, titolava Alberto Bevilacqua uno dei suoi film più atroci. Attenti al buffone? No, dobbiamo avere pazienza, noi sudditi di Capitano Uncino Ultima Maniera: non c’è che da attendere le prossime elezioni e sperare in quello che non possiamo che nominare "meno peggio". Meno schifo.Sempre schifo, si. Ma meno. Almeno un po’

Mesi fa moriva un altro ostaggio italiano. M’era dispiaciuto. Dagli intellettuali politicamente corretti nemmeno una lacrima. No: loro di uno che urla prima di essere assassinato"Vi faccio vedere io come muore un italiano" non sanno che farsene. No: la loro "correttezza" non s’incastra con un urlo di disperato nazionalismo dell’ultimissima ora. No: loro hanno preferito affossare un cadavere ancora più a fondo, parlando  di "mercenario". Loro sono politicamente corretti. E si credono superiori al buffone in bandana. Ma si sbagliano.

Loro, invece, si stanno ancora battendo a favore di Cesare Battisti. Chi era Costui? Non Carneade. Ma uno scrittore alla carnitina. Uno che scrive noir. Un paradosso, come spesso in Francia, patria e galera degli ergastolani di Belle Lettere. Ma Battisti scrive come Le Breton? No. Come Josè Giovanni? Ancora no. Come Jean Genet? Scherziamo? Battisti scrive in una lingua mai esistita, un misto di gallico cedrone e italia-francia zero a zero, una fanghiglia lessicale da emigrè. In casa editrice un ottimo redattore-traduttore traspone poi il tutto in un leggibile francese. Sei un assassino? La Francia ti trasforma in scrittore di noir (chi meglio di un killer può parlare di killer?…), in filosofo, in martire, in santone, in simbolo. La patria del Concorde crea i nuovi eroi della riabilitazione tramite i buoni servigi della Letteratura-Salope. E allora l’Intellettuale Impegnato si batte il petto a favore di uno come Battisti. E’ a ogni modo scandaloso che dopo quasi 30 anni, da questa nostra parte delle Alpi un Governoladro sul quale dovrebbe piovere merda a stronzi giganti decida di chiedere - per ottenerla - l’estradizione di un assassino. Dopo 30 anni un assassino può anche avere il diritto di sentirsi un ex tale. Può essersi ricostruito una vita, magari. Potrebbe averne avuto tutto il tempo. Potrebbe essere diventato, nel lungo frattempo, una brava persona, un uomo nuovo. E’successo. Può ancora succedere. Può aver cambiato vita magari scrivendo dei noir, tanto per non discostarsi troppo da ciò che lui conosce fin troppo bene… In ogni caso, Battisti andava processato e condannato un bel po’ di anni fa. Ma ora, inesorabile ma come sempre in clamoroso ritardo, è giunta l’ora della resa dei conti. Il Governoladro non può più aspettare. Il Ministro Castelli deve fare Giustizia. Il ministro Castelli, si. Uno che appartiene a un partito, la Lega, che è nei fatti contro la democrazia, che la democrazia non solo la combatte, ma non la riconosce, perchè loro, i Leghisti, non sanno nemmeno cosa sia. Il partito dei Borghezio, degli Speroni, dello stesso Bossi, il bullo di periferia, il diplomato alla Scuola Radio Elettra, il carismatico divoratore di salamelle post-festa dell’Unità. Uno come Castelli non dovrebbe avere il diritto di processare nemmeno Jeffrey Dahmer, il famoso serial-killer. Nemmeno lui, già.

E dunque i nostri Intellettuali Impegnati si battono per Battisti. Che giustamente (dal suo punto di vista) se l’è filata. Alla francese, bien sur. Certo, mesi fa questi stessi Intellettuali Impegnati si battevano con molto più vigore. Beh si, Battisti allora non era ancora latitante. Non se l’era ancora filata. Eh no. Allora Battisti era un martire su cui scrivere prolusioni e pamphlet impegnatissimi. Un modo come un altro per farsi pubblicità, in sostanza. Ora la fuga di CB rischia di mettere in imbarazzo un bel po’ di Intellettuali Impegnati. In Francia gli Intellettuali Impegnati sono una legione. Tutti (o quasi) compatti a favore dello scrittore di noir. Auguste Le Breton è rinato…

Al diavolo tutto. Il nuovo ostaggio italiano è stato ucciso e Battisti se l’è filata. Qualcuno faceva notare, giorni fa, che un certo Enzo Tortora in una simile situazione s’è l’era svangata in maniera del tutto diversa. Ricordiamolo: a quei tempi anche uno come Montanelli s’era messo contro l’ innocente Tortora, aveva creduto alle infamie dei pentiti. Di quel Melluso, in primis. E Tortora in più di un’occasione chiamò il grandissimo giornalista Indro Melluso. Sono convinto che Tortora sposò la causa dei Radicali per disperazione. Non facendocela a scappare per troppa dignità (anche se la dignità, per chiunque, non è mai troppa) si strinse attorno al Gran Digiunatore. Uno che se avesse davvero digiunato come ci ha sempre voluto far credere sarebbe quasi sicuramente già morto. Ma insomma, di Pannella bisogna fidarsi, come per tutti… E Pannella è sempre stato quello delle facili riabilitazioni. Come non ricordare Toni Negri? Per non parlare di Cicciolina, povera stella…

Pare che non esistano intellettuali di destra. Beh,si, Giuliano Ferrara è un intellettuale ed è di destra… O no? No: Giuliano Ferrara è un comunista che per lavoro fa l’intellettuale di destra, è diverso. E poi? Pochi nomi. Forse il Prof. Sartori. Cinicamente sempre "sul pezzo", come si dice, sempre lucidissimo. O Marcello Veneziani. Poca roba, a dirla tutta. La destra non è intellettuale, la destra non è intelligente. La destra italiana merita intellettuali come Marcello Dell’Utri. La mafia pensante.

Qualche anarchico di destra, qua e la. Forse Massimo Fini. Quello che spara pamphlet come il suo amico Funari spara cazzate. La mortazza power. Un pamphlet dietro l’altro, pamphlet Remington, a ripetizione. Bestseller sulla fine della civiltà occidentale. I nuovi filosofi di destra letti dal grande pubblico sono ex socialisti pentiti amaramente come Massimo Fini, al quale tanti anni fa il compagno di banco On. Martelli da Gessate confessò, dopo aver visto sfrecciare una Porsche Carrera: "Io faccio politica per quella cosa lì. Per il lusso. E l’avrò". Tuttologi e giornalisti, in sostanza. Dimenticavo Oriana Fallaci. Rabbiosa e orgogliosa. Con un piede nella fossa, la Turmac tra le dita rattrappite e l’odio per l’Islam, come se l’Islam e Al Quaeda fossero la stessa cosa. Come se Bin Laden fosse il nom de plume di Allah Misericordioso. A questo punto chiamiamo pure George W. Bush Dio, e non se ne parli più.

L’ostaggio è sempre più morto. Sempre più cadavere. La putrefazione delle notizie, delle ultim’ore. Il giornalismo delle puttane. E delle vecchie puttane, nel caso della Fallaci. Requiem per un ostaggio. Non ci ha fatto vedere come è morto. E’ rimasto in silenzio. Un italiano sa morire in tanti modi, a quanto pare.

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