The FK experience

August 26, 2004

IL POST SCRIPTUM NELL’ERA DIGITALE

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 3:43 pm

Ormai non facciamo che scrivere. Le telefonate si diradano, i giovani amanti si scambiano sms, le parole si restringono. NON diventa NN, un "non" figlio di nessuno. ANCHE diventa ANKE, che sembra il nome di una svedese in vacanza negli anni 60 sui nostri lidi, una Stubing pre-Peroni. "Con Anke ci ho fatto l’amore sei volte a Capri…" "Dai, non raccontare balle, ganassa!…"

E via dicendo. Tempo fa Carlo Freccero, il grande inventore di televisione, disse in un programma RAI di Fabio Fazio che Costantino, il bellone fidanzato con una telecamera da Maria De Filippi, la pavese più famosa d’ Italia dopo l’ex ministro Tremonti, parla modernamente, come un sms. Un modo arguto per dire che Costantino dice delle banalità, si, ma le dice con un linguaggio attuale, contemporaneo. Lui non dice ANCH’IO. Lui, inevitabilmente, dice ANKIO. (Il fratello balneare e balneato della suddetta Anke da Stoccolma, per intenderci).

Gli email. Ne siamo sommersi. Non abbiamo voglia di telefonare? Vogliamo dire cose un po’ forti senza scoprirci troppo? Ecco l’email, lettera elettronica che ci permette anche (o anke) di essere corvi. Come nel film di Henri-Georges Clouzot del 44. Corvi che spediscono lettere anonime. Chiunque oggi ha un indirizzo email. Non ci sono ancora le guide, come quelle telefoniche, ma diamo tempo al tempo…

Ciascuno usa l’email a modo suo. C’è chi ha scambiato l’email per una chat, e manda messaggi brevi e solitamente stupidi. C’è chi spedisce papiri extra-long, confessioni, romanzi in a bottle, richieste, preghiere, turbamenti, porconaggini. Le prostitute comunicano con una email. Ricevono richieste vie email. Perchè telefonare? Basta scrivere. Ci si può lasciare andare, ci si può esprimere con agio e coraggio. I carteggi aumentano, decollano, su su, nell’alto dei cieli.

Ma il post-scriptum non cambia. Cos’è, se non il segno di qualcosa che stavamo dimenticando, e all’ultimo momento abbiamo segnalato? Spesso, curiosamente, il messaggio contenuto nel P.S. è la cosa più importante, significativa dell’intera email. Forse, spesso, abbiamo scritto una email giusto per far finta di dimenticarci, all’ultimo secondo (prima di schiacciare il pulsante di "invia") di quello che ci premeva più di ogni altra cosa dire. Il PS delle email è spesso il cuore del problema, è la richiesta che si finge di fare in extremis, nella "Zona Cesarini" della nostra lettera. Il PS ci toglie dall’imbarazzo, è un "a parte", quasi una parentesi nella quale si può chiedere quasi di tutto. E’ in una zona neutra, in appendice. Là è possibile, con la finta svagatezza che post-scriptum ci permette, affermare, richiedere, messaggiare in una specie di bolla quasi indifferenziata, il core problem.

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